le notizie che fanno testo, dal 2010

No Elettrosmog a Zingaretti: Wi-Fi nel Lazio è esperimento di massa a danno dei cittadini?

La Rete No Elettrosmog sottolinea come la voglia di Nicola Zingaretti di "far diventare il Lazio la regione italiana con la più ampia diffusione del Wi-Fi" rischia "di assumere la dimensione del più grande esperimento di massa a danno dei cittadini", ricordando come anche il Consiglio d'Europa invita gli Stati a preferire "all'interno delle scuole connessioni internet cablate". In Italia, invece, Maria Grazia Carrozza persegue il "progresso" finanziando 15 milioni di euro per "la realizzazione o il potenziamento delle connessioni wireless" nelle scuole secondarie.

Questa estate, il governatore del Lazio Nicola Zingaretti annuncia di voler "far diventare il Lazio la regione italiana con la più ampia diffusione del Wi-Fi", intenzionato quindi a bissare il primato raggiunto quando era Presidente della Provincia di Roma, aggregando e federando reti esistenti. Per Zingaretti, infatti, il "wi-fi gratuito è l'abc di una ospitalità intelligente" mentre per la Rete No Elettrosmog questa voglia di coprire con il wireless tutto il territorio laziale rischia invece "di assumere la dimensione del più grande esperimento di massa a danno dei cittadini", come si legge in una nota a firma di Giuseppe Teodoro, del Coordinamento dei Comitati romani contro l'elettrosmog.

La Rete No Elettrosmog ricorda infatti come abbia "deplorato sin dall'epoca della conduzione dell'ente provinciale l'atteggiamento disinvolto di Zingaretti, giudicando inammissibile che, a fronte di un condiviso e generalizzato obiettivo di contrasto al divario digitale, egli avesse agito disconoscendo i rischi per la salute umana, causati dalla esposizione prolungata ai campi elettromagnetici emessi da apparati trasmettitori (hot spot), installati ovunque, in spregio ad ogni criterio cautelativo". La nota prosegue sottolineando come "da tempo la tecnologia di collegamento internet senza filo è oggetto di studio presso la comunità scientifica internazionale e numerose, qualificate conclusioni attestano la potenziale nocività dei campi elettromagnetici emessi da impianti che supportano il wireless (hot spot, pc, ecc..)" evidenziando come "molti paesi europei, come la Francia, la Germania e la Gran Bretagna, sulla scorta di tali evidenze, hanno assunto importanti provvedimenti cautelativi, proibendo l'uso del wireless in tutte le scuole di ogni ordine e grado".

La Rete No Elettrosmog rammenta anche che "perfino il Consiglio d'Europa, in una Risoluzione del maggio 2011, ha raccomandato ai paesi membri di adottare misure precauzionali per prevenire danni alla salute della popolazione, soprattutto nei confronti dei più esposti, bambini ed adolescenti, segnalando l'opportunità di preferire all'interno delle scuole connessioni internet cablate piuttosto che dispositivi che emettono microonde". In Italia, invece, il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza firma un decreto dove mette a disposizione un finanziamento di 15 milioni di euro per tutte quelle scuole secondarie statali che intendono "realizzare o potenziare le loro connessioni wireless", convinta di aver creato così una "opportunità di progresso".

Il Coordinamento dei Comitati romani contro l'elettrosmog denuncia quindi come Roma rischia di "divenire la più estesa discarica elettromagnetica d'Europa, in quanto migliaia di hot spot per il wi-fi si aggiungeranno alle oltre 3mila stazioni radio base esistenti per il funzionamento dei cellulari", spiegando che la "democratizzazione digitale" che intende perseguire Nicola Zingaretti deve andare di pari passo "con la tutela ed il rispetto della salute" del cittadino, favorendo quindi "nei luoghi domestici, nelle scuole, negli ospedali, negli ambienti di lavoro l'introduzione di tecnologie alternative, via cavo, a basso impatto inquinante e ad elevata efficienza, offrendo risposte convincenti e coerenti ai dubbi emersi dalle evidenze scientifiche ed indicazioni epidemiologiche sui rischi per la salute umana".

La Rete No Elettrosmog invita "pertanto ancora una volta il governatore Zingaretti a riflettere sulla portata del progetto Regione Wi-Fi, affinché affidi la distribuzione degli hot spot sul territorio ad un serio e qualificato studio pianificatorio, in cui anzitutto i luoghi indoor siano esclusi dalla diffusione di sorgenti di emissione elettromagnetica" specificando che "ciò sarà possibile soprattutto se la Regione Lazio riuscirà a dotarsi di una legge che tuteli il territorio e la popolazione dalla diffusione selvaggia ed incontrollata di impianti di radiodiffusione, telefonia mobile e wireless, così come richiesto dalla disattesa Legge Quadro 36 del 2001, superando l'inerzia dei precedenti governi, che hanno fallito i loro tentativi, a causa dei macroscopici interessi economici gravanti nel settore delle telecomunicazioni ed a cui i partiti e la politica non hanno saputo sottrarsi".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: