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Le Iene e cellulari: appello Rete No Elettrosmog a candidati premier

Le Iene mostra con una termocamera gli effetti dei telefonini e in piena campagna elettorale si attende una presa di posizione dei candidati premier a cui la Rete No Elettrosmog italiana ed altre associazioni chiedono la "volontà di essere parte del Cambiamento" e l'impegno a occuparsi del problema.

Ha suscitato un certo clamore il servizio delle Iene che mostrava gli effetti dei telefoni cellulari sul corpo umano (e in particolare sul cranio), tramite la ripresa con una termocamera. Nel servizio televisivo delle Iene il volto di Matteo Viviani, ripreso dalla termocamera, dopo venti minuti di conversazione al cellulare, aveva impresso sulla pelle l'impronta termica (rosso fuoco) dello smartphone. Come se il cellulare fosse stato un ferro da stiro a microonde. Un'altra immagine del servizio delle Iene ha colpito il telespettatore: è la "capacità di penetrazione" delle onde elettromagnetiche nel cervello dei bambini. Sintetizzando, "in un ragazino di dieci anni le onde di un cellulare in chiamata penetrano oltre la metà del suo cervello, in un bambino di 5 anni arrivano quasi a trapassargli la testa". In tempi di campagna elettorale qualcuno si sarà chiesto se i partiti politici si siano occupati (e preoccupati) del problema dell'inquinamento elettromagnetico e quali precauzioni vogliano adottare contro l'elettrosmog, forma "invisibile", quanto infida, di inquinamento causata dall'uso smodato delle tecnologie wireless. La Rete Elettrosmog Free Italia ha inviato ad ogni candidato premier un appello "chiedendo di inserire nel suo Programma Elettorale interventi rivolti alla tutela della popolazione (e non solo) dal grande ed immanente inquinante che è l'elettrosmog".

Nell'appello (disponibile in PDF) la Rete Elettrosmog Free Italia antepone tre motivazioni che erano presenti, per alcuni versi, anche nel servizio de Le Iene, ma che i cittadini è importante incomincino a considerare quando mettono mano al cellulare. In primo luogo, scrivono le associazioni: "Nel Maggio del 2011 l'OMS, tramite la sua struttura di massimo livello di competenze scientifiche, IARC) ha riconosciuto le radiofrequenze come POSSIBILI CANCEROGENI". Secondo, si legge sempre nell'appello: "Nel 2012 la Giustizia Italiana, tramite la Cassazione, ha riconosciuto la relazione causale tra l'uso di cellulare e cordless e il tumore al cervello di un impiegato". Terzo: "Nel del 2011 il Parlamento Europeo si è espresso, ancora una volta, per invitare i Paesi membri ad adottare criteri di maggiore precauzione ... in Italia il precedente Governo Monti, pressato dalle potentissime lobby della telefonia, con il Decreto Sviluppo bis (art. 14) ha praticamente avviato una deregulation dei sistemi di accertamento dei limiti di legge (che tra l'altro tutti gli studi di cui sopra - indicano come troppo alti ...)!".

"Per questo le Associazioni firmatarie, che rappresentano quella parte delle popolazione che è maggiormente sensibile alla deriva dell'ambiente - si legge nell'appello No Elettrosmog -, fa appello alla sua volontà di essere parte del Cambiamento, chiedendo:
- si riveda questo art. 14 bloccandone la esplosività prima che il nostro Paese aumenti ancora ed ancora, il livello di esposizione di base ai campi elettromagnetici già milioni di volte più alti di quelli naturali;
- si realizzi una vecchia legge quadro (36 del 2001) con ad es. avviando la etichettatura di segnalazione del grado di pericolosità dei telefoni cellulari;
- si avvi un riconoscimento dei pari diritti di quelle persone che hanno una disabilità legata appunto alla esposizione ai campi elettromagnetici".

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