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Il Web ha 20 anni cresce e diventa "mobile". Ma insieme a elettrosmog

Tim Berners-Lee ha spento le candeline per i "20 anni" del Web, ma tra gli effetti "inaspettati" della sua invenzione c'è sicuramente la crescita del "wireless" nel senso più ampio. "Più wireless più elettrosmog", questa sembra ormai l'equivalenza concettuale del futuro di internet, e i cittadini europei si preoccupano. Al via a Bruxelles il 16 novembre l'European Electrosmog Protest.

Tim Berners-Lee è stato qualche giorno fa in Italia, a Roma, per celebrare i "20 anni di internet" durante l'iniziativa "Happy birthday web" curata da Riccardo Luna, ex direttore di Wired Italia. L'iniziativa vedeva riunita ciò che in rete alcuni osservatori hanno definito, con una certa ironia, "l'internet bene", ovvero il "salotto buono" del web italiano. L'occasione di "Happy birthday web" è comunque servita per fare un punto sull'evoluzione del "world wide web" (il "WWW") e di Internet che, come ammette anche Tim Berners-Lee, molti pensano siano la stessa cosa. Effettivamente la confusione può essere generata dal fatto che Internet è ormai una struttura "trasparente" per l'utente, ovvero "invisibile", proprio come la sua "trasmissione fisica", "senza fili", che rappresenta la chiave di volta del suo futuro prossimo. Il futuro di Internet è infatti "mobile" (pronunciato però all'inglese, cioè 'mobail' http://is.gd/4dGzfi). Per "descrivere" il futuro di Internet e del Web basta infatti questa parola inglese e un po' di spirito d'osservazione, dato che, anche all'incontro "Happy birthday web", immaginiamo ci fossero "più" smartphone e tablet (insieme a qualche vecchio "secondo cellulare") che esseri umani. Per essere minimamente "integrati" nel mondo "social" (e non essere considerati "apocalittici", nel senso di Umberto Eco), ognuno deve infatti camminare con almeno un oggetto "informatico" che sia "sempre connesso" alla Rete. Il futuro del web è quindi "mobail" e va di pari passo con l'amore incondizionato del consumatore per il "wireless", tanto che è ormai difficile, in Paesi come l'Italia, passeggiare per strada senza vedere qualcuno che NON parla al telefonino. Ma se il futuro di Internet è "senza fili", grazie alle pressioni del mercato e a quella che Papa Benedetto XVI chiama "quasi una mutazione antropologica" (http://is.gd/QCiM10) che porta, soprattutto nei più giovani, ad avere quasi paura dei momenti "di silenzio", ci sono anche degli "effetti collaterali" che non possono essere dimenticati o sottaciuti. C'è ad esempio il problema del cosiddetto "elettrosmog" in aumento in ogni zona del pianeta Terra grazie alla fame di fonia e collegamenti "senza cavo" ad Internet. Ancora pochi cittadini sono consapevoli del problema, ma reti di sensibilizzazione come la Rete NoElettrosmog (e-smogfree.blogspot.com) incominciano a fare breccia nell'opinione pubblica e nella classe politica, lavorando ad esempio per fermare nel Decreto Sviluppo la modifica della "potenza" delle antenne di trasmissione (leggi "Elettrosmog: Italia 'aumenta' le antenne. Ma Parigi sospende le nuove" http://is.gd/Zq28f6). Ma la protesta contro l'elettrosmog e il "cover-up" che sembra esserci sull'argomento cresce in tutta Europa. Un esempio del "movimento" No Elettrosmog sarà per il 16 novembre prossimo, quando a Bruxelles si terrà il convegno "2011 International Scientific Conference on EMF and Health", organizzato secondo gli auspici dell'European Commission's Scientific Committee on Emerging e Newly Identified Health Risks (SCENIHR), "nel contesto della periodica revisione delle evidenze scientifiche dei potenziali rischi per la salute dei campi elettromagnetici (EMF) come da mandato dell'EU Council Recommendation 1999/519/EC" (http://is.gd/FDn6IH). L'associazione italiana A.M.I.C.A. (Associazione per le Malattie da Intossicazione Cronica e/o Ambientale) nata nel 2003 "per promuovere la conoscenza e la consapevolezza riguardo ai problemi di salute causati dall'esposizione a campi elettromagnetici e a sostanze chimiche presenti nell'ambiente e nei prodotti d'uso comune" (http://is.gd/ueO3G8) è una delle organizzatrici dell'European Electrosmog Protest. Nel suo sito ufficiale (infoamica.it) c'è un post dal titolo "Protesta contro l'Elettrosmog il 16 Novembre 2011 a Bruxelles" che spiega nei dettagli la manifestazione ed il suo perché: "In ogni paese europeo i governi consentono all'industria delle telecomunicazioni di installare sempre più antenne e fonti di micro-onde pulsate, come quelle delle reti 4G (LTE), Wi-Max, Wi-Fi e i misuratori di corrente elettrica...C'è una diretta connessione tra queste fonti elettromagnetiche e l'aumento del rischio di patologie croniche, come per esempio Alzheimer, ADHD, fibromialgia, CFS, insonnia, malattie dello stress ossidativo, ecc. Migliaia di scienziati e ricercatori hanno messo in allarme i governi dai rischi derivante per la salute da queste esposizioni elettromagnetiche e che servono nuove linee guida più stringenti, con limiti più bassi" (http://is.gd/rIeiNA). L'articolo continua anche con la possibilità di firmare una petizione. Chissà se per il prossimo compleanno del Web Tim Berners-Lee riconoscerà, tra i tanti sviluppi della sua invenzione che non si aspettava, anche la crescita prepotente dell'elettrosmog.

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