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Elettrosmog: installazione coatta antenne su condomini? La Rete dorme

Un DL Sviluppo che prevede in bozza l'installazione coatta delle antenne di telefonia mobile sui tetti dei condomini, senza alcuna autorizzazione degli stessi. Le associazioni no elettrosmog si muovono, scrivono, promuovono petizioni. Ma la battaglia non emoziona "la Rete" che, senza "Silvio", ha perso la vis polemica.

Alcuni storici oppositori di Silvio Berlusconi che rientrano oltretutto nel novero delle "anime libere" pregano, paradossalmente, che in Italia torni Berlusconi per il bene della democrazia. Obbiettivo della preghiera segreta è infatti far tornare il "dibattito" sui provvedimenti governativi che incidono in modo feroce sulla vita dei cittadini. E' indubbio infatti che dopo l'entrata in scena di Mario Monti e del suo governo "tecnico" (con PD, PDL, UDC inside) gli italiani, vuoi per la mancata "istigazione" dei media, dei partiti "mainstream", e dell'opposizione "inesistente", si siano, per usare un eufemismo, "assopiti".
Un esempio emblematico è il DL Sviluppo e la sua bozza di Agenda Digitale (soprannominata "Digitalia") che il 28 settembre al Consiglio dei Ministri, se non verrà cambiato in corso d'opera, approverà con decreto una legge in cui, sostanzialmente, gli operatori di telefonia mobile potranno, senza alcuna autorizzazione, installare sopra i condomini ed ogni caseggiato privato (sia un rudere o una villetta in campagna) un'antenna di telefonia mobile. Al tempo "di Silvio al Governo" sarebbe semplicemente caduto il mondo. Ecco alcuni pensieri automatici e scontati: "Come, toccare la proprietà privata? E'da paese comunista! Sicuramente dietro c'è Mediaset! Non c'è più democrazia! Se osano installare anche un filo di ferro sul tetto prendo la doppietta!, ecc". Oggi invece è tutto pacifico come in data stellare 3156.2 (i trekkie coglieranno in raffronto). Un aspetto sociologicamente davvero interessante, direbbe il dottor Spock.

Dove sono le crociate dei "social network" contro l'elettrosmog? Dove sono le "primavere" contro i monopoli, i "movimenti" contro i poteri forti, la "società civile" che si batte per la protezione della salute e della proprietà privata? Molti se lo chiedono, in primis gli "storici oppositori" in fervida preghiera. Fortunatamente è rimasta a combattere la "vecchia formula" delle Associazioni, le quali hanno scritto una lettera aperta a Giorgio Napolitano e al Parlamento, perché sia tolto dal DL Sviluppo l'articolo che prevede l'"installazione coatta" delle antenne sulle abitazioni private .
C'è anche una petizione che, purtroppo faticosamente (una volta, quando c'era "lui" mille firme si sarebbero raccolte in 10 minuti) sta raggiungendo l'obiettivo prefissato di quota mille.
Ecco il testo della petizione: "I firmatari chiedono di cancellare l'articolo del Decreto sviluppo nega al condominio di opporsi all'installazione di antenne sul tetto perché:
a) incostituzionale - stabilisce in modo del tutto arbitrario che gli interessi privatistici dell'industria delle telecomunicazioni sia prevalente rispetto all'interesse privato dei cittadini proprietari di immobili;
b) incostituzionale - prevalere il principio di utilità economica su quello della salute pubblica, della tutela dell'ambiente e del paesaggio;
c) in contrasto con la normativa precedente che prevede controlli da parte degli Enti locali, necessari a stabilire l'impatto delle installazioni di telecomunicazioni".
La petizione si conclude con un periodo "tutto in maiuscolo": "CHIEDIAMO CHE IL DECRETO SVILUPPO NON MODIFICHI L'ATTUALE LEGISLAZIONE SULLE AUTORIZZAZIONI DEGLI IMPIANTI DI TELECOMUNICAZIONI E CHE PUNTI SULLO SVILUPPO DI UNA CONNETTIVITA' VIA CAVO PIUTTOSTO CHE MOBILE".

E pensare che quando c'era "lui" non c'era neanche il bisogno di "urlare" per farsi sentire.

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