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Elettrosmog e tumori, Balduzzi: "Non abbiamo evidenze scientifiche"

Elettrosmog e tumori, il Ministro Balduzzi dixit: "per quanto attiene al nesso di causalità tra esposizione a campi elettromagnetici e a radiofrequenza, chiamiamoli RF, e insorgenza di patologie tumorali nell'uomo o negli animali da esperimento, non abbiamo evidenze scientifiche". Insorge la Rete No Elettrosmog: "sbalordita dalle affermazioni del Ministro". E intanto si aspetta che il Governo alzi il "volume" delle onde elettromagnetiche. Il Codacons annuncia un'esposto e sintetizza: "Oltre i portafogli degli italiani Monti vuole bruciare anche il cervello dei cittadini alzando i limiti ai valori massimi di elettrosmog".

Un' interrogazione parlamentare di alcuni deputati del Partito Democratico (primo firmatario Anna Margherita Miotto) al Ministro della Salute, chiedeva: "quali iniziative urgenti il Governo intenda assumere, anche alla luce della sentenza della Corte di cassazione (...), al fine di rivedere la normativa riguardante le misurazioni dei campi elettromagnetici, che, di fatto, attualmente annullano il principio di precauzione raccomandato dall'Unione europea e dalla legge quadro n. 36 del 2001, avendo recentemente affievolito le tutele ambientali in vigore, mettendo così gravemente a rischio la salute della popolazione, specialmente di quella che abita e lavora in prossimità di tali campi elettromagnetici". Nelle premesse dell'interrogazione parlamentare oltre alla sentenza della Corte di cassazione che "ha confermato la sentenza della corte di Appello di Brescia del 22 dicembre 2009 che condannò l'Inail a corrispondere ad un manager la rendita per malattia professionale prevista per l'invalidità all'80 per cento legata all'uso di cordless e cellulari per motivi professionali", si sottolineava che "le evidenze scientifiche emerse dalla ricerca epidemiologica mondiale riconosciute dall'Organizzazione mondiale della sanità hanno evidenziato che i campi elettromagnetici non vanno sottovalutati rispetto alla salute umana ed ha inserito i campi a radiofrequenza (in particolare quelli emessi dai cellulari, ma l'agente fisico è lo stesso di tutte le sorgenti di campi elettromagnetici oggetto del decreto ministeriale) fra i possibili agenti cancerogeni per l'uomo a causa dell'aumento del rischio di tumori cerebrali come il glioma (40 per cento di rischio per un uso di 30 minuti al giorno per almeno 10 anni)".

L'interrogazione era "a risposta immediata in assemblea" e il 28 novembre 2012 il Ministro della Salute Renato Balduzzi ha risposto all'interrogazione in Aula, durante il question time. Le parole del Ministro Balduzzo sono da leggersi con attenzione, anche per la reazione che hanno suscitato nelle associazioni che combattono l'elettrosmog. Ecco la risposta del Ministro della Salute Renato Balduzzi: "(...) anzitutto credo che si tratti di precisare lo stato della questione e anche i riferimenti all'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro. Credo di dover precisare che lo IARC ha classificato queste potenzialità, in termini di rischio cancerogeno, come agenti possibilmente cancerogeni per l'uomo e non come agenti probabilmente cancerogeni per l'uomo. Nella classificazione internazionale si tratta del cosiddetto gruppo 2B, invece che del gruppo 2A. Non è una precisazione di lana caprina perché, chiaramente, dà l'idea della diversa evidenza dei rischi. Dico evidenza perché, com'è noto agli onorevoli interroganti, per quanto attiene al nesso di causalità tra esposizione a campi elettromagnetici e a radiofrequenza, chiamiamoli RF, e insorgenza di patologie tumorali nell'uomo o negli animali da esperimento, non abbiamo evidenze scientifiche e non sono noti neanche meccanismi di interazione che potrebbero conferire una plausibilità biologica all'ipotesi di un rischio cancerogeno associato all'esposizione RF. Questo non vuol dire che il Ministero e l'autorità sanitaria non siano attentissimi; anzitutto, noi abbiamo sempre sollecitato a seguire le istruzioni, che significano, per quanto riguarda i cosiddetti telefonini, un uso moderato, gli auricolari, attenzione per la fasce minori. Seguiamo ciò che c'è scritto nelle istruzioni dei telefonini. E, dal punto di vista dell'autorità sanitaria, anche qualcosa di più, cioè un'attenzione ulteriore. Posso dire, e ho il piacere di dirlo in questa sede, che ho richiesto all'Istituto superiore di sanità un approfondimento ulteriore. Sono in attesa di ricevere i risultati di questo approfondimento ulteriore".

Il Ministro Balduzzi conclude il suo intervento di risposta all'interrogazione: "Più in generale, per quanto riguarda proprio le misurazioni dell'esposizione a campi elettromagnetici, il problema più in generale dell'elettromagnetismo e la misurazione della frequenza relativa, il Ministero della salute non defletterà dall'impegno che ha già svolto di trovare degli accorgimenti normativi il più possibile rispettosi del principio di precauzione. Lo sta facendo, ha provato a farlo al Senato della Repubblica, lo riproporrà quando il decreto-legge sull'Agenda digitale arriverà alla Camera dei deputati". Il 29 novembre il sito ufficiale della Rete No Elettrosmog Italia dirama un comunicato stampa dove si legge quanto l'organizzazione (che riunisce associazioni, comitati di cittadini, gruppi ed esperti impegnati nella difesa dall'inquinamento elettromagnetico) sia rimasta "sbalordita dalle affermazioni del Ministro Balduzzi, come riportate da ANSA, ad un question time alla Camera, secondo le quali - Non ci sono 'evidenze scientifiche di un nesso di causalità tra esposizione a campi elettromagnetici e l'insorgenza di tumori nell'uomo o in animali da laboratorio' -". La Rete No Elettrosmog Italia nella nota stampa afferma: "Sono affermazioni che stanno bene in bocca ai rappresentanti della industria delle telecomunicazioni e della telefonia & Co. ma non in quella di un Funzionario Istituzionale che deve garantire la salute della popolazione!".

Seguono nel comunicato tre punti (neretti, sottolineati e maiuscoli sono nell'originale, ndr): "Non capiamo come sia possibile fare queste affermazioni quando una sentenza della Cassazione, poche settimane fa, ha asserito esattamente l'opposto ...; non capiamo come mai allora lo IARC ('braccio tecnico scientifico' dell' Organizzazione Mondiale della Sanità) ha nel maggio 2011 - dopo attento, estremamente scrupoloso e "sofferto" (per gli enormi interessi economici sottesi) esame di tutta LA LETTERATURA SCIENTIFICA, classificato le radiofrequenze come POSSIBILI CANCEROGENI; non capiamo come mai il Parlamento Europeo ha più volte in questi ultimi anni chiesto ai Governi Nazionali di rivedere i criteri di attuazione del Principio di precauzione nello utilizzo di queste tecnologie che, sicuramente, NON sono sicure".

Il comunicato della Rete Non Elettrosmog, firmato dal dottor Giorgio Cinciripini, si conclude con una speranza: "Siamo convinti che la intelligenza dei parlamentari ed il rispetto per il proprio ruolo possano essere superiori alla fortissima pressione che ben individuati interessi economici stanno esercitando sulle loro teste!". Ma la disinformazione su questo argomento, l'"ignoranza endemica" della popolazione "smatphonizzata" che ignora i possibili pericoli di un uso "continuo" delle apparecchiature wireless (e che certamente non legge i libretti delle istruzioni dei telefonini), unito al dilagante analfabetismo funzionale (che coinvolge l'80% degli italiani), rischia di far "passare", senza colpo ferire, la modifica dei "parametri" di misurazione delle antenne di telefonia, aprendo le porte al nuovo standard 4G LTE. Anche il Codacons prende posizione e si chiede: "chi vuole favorire la potentissima lobby dei produttori di cellulari?". L'associazione dei consumatori sintetizza i "piani" del Governo con una nota titolata: "Oltre i portafogli degli italiani Monti vuole bruciare anche il cervello dei cittadini alzando i limiti ai valori massimi di elettrosmog". Spiega il Codacons che "il nuovo decreto sullo sviluppo-bis rischia di ledere il fondamentale diritto alla salute garantito dall'articolo 32 della Costituzione" e ricorda che "la sentenza della Corte di Cassazione n. 17438-12 ha nuovamente confermato la pericolosità e le conseguenze per la collettività derivate dalle radiazioni elettromagnetiche".

Spiega l'associazione dei consumatori: "Nonostante la condanna dell'Inail costretta al risarcimento di un manager affetto da una grave patologia tumorale insorta in seguito all'uso prolungato del telefonino, il nostro governo Monti sta rischiando di mandare in fumo tutti gli sforzi fatti fino ad ora, con un decreto che viola quei limiti di esposizione e quei valori di attenzione stabiliti dal Decreto Ministeriale n. 381 del 1998 e in seguito aggiornati nel Rapporto approvato il 27 maggio 2011 dall'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa". Il Codacons informa quindi che "a tutela del diritto alla salute dei cittadini, ha inviato dunque un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e al Tribunale dei Ministri, chiedendo di accertare se nel decreto legislativo 'Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese', noto anche come decreto sullo sviluppo-bis, vi sia una responsabilità da parte del Governo che può portare ad atti penalmente rilevanti, quali lesioni gravissime e attentato alla 'vita' e alla 'salute'".

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