le notizie che fanno testo, dal 2010

Elettrosmog, antenne senza autorizzazione su condomini: è quasi legge

Antenne di telefonia sui condomini e sui tetti delle case di proprietà senza chiedere autorizzazione. La bozza del decreto Digitalia di prossima approvazione al CdM contiene anche questo. Elettrosmog, salute, abolizione del diritto di proprietà valgono lo streaming audio video LTE 4G dei nuovi smartphone?

Si chiama decreto Digitalia (per esteso "Disposizioni urgenti in materia di attuazione dell'Agenda digitale italiana e di start up innovative") e dovrebbe essere approvato nel Consiglio dei ministri del 28 settembre. Il decreto gira ancora in bozza (quindi la carta non è ufficiale) e al suo interno, oltre a provvedimenti che di "urgenza", notano alcuni, sembrano avere solo quella di "fare cassa", ecco spuntare un articolo che sembra eliminare la "proprietà privata" in nome della diffusione delle antenne di telefonia. L'articolo 33 del decreto Digitalia recita infatti: "Il comma 4 dell'art.91 del decreto legislativo 1 agosto 2003, n.259 (Codice delle Comunicazioni Elettroniche), è sostituito dal seguente: "Il proprietario o il condominio, per quanto concerne, rispettivamente, l'immobile di proprietà o le parti comuni dell'edificio, non possono opporsi all'accesso dell'operatore di comunicazione al fine di installare, collegare e manutenere gli elementi di rete quali cavi, fili, riparti, linee o apparati. Il diritto di accesso è consentito anche nel caso di edifici non abitati e in corso di costruzione".

Significa che, ad esempio, un operatore di telefonia potrà semplicemente costringere il "palazzo" a montare un'antenna, ad esempio LTE (Long Term Evolution) il famigerato 4G "sdoganato" dall'ultimo iPhone 5 , a prescindere dalla volontà dei condomini, senza se e senza ma. Un po' come per le Olimpiadi di Londra, quando alcuni condomini della metropoli inglese sono stati obbligati ad "ospitare" sui loro tetti i missili "terra aria" dell'esercito, per "motivi di sicurezza nazionale", ovviamente. Il fatto che un provvedimento simile che interessa, come notano alcuni osservatori, non solo la proprietà privata ma la salute di milioni di persone (anche malati di elettrosensibilità), non venga diffuso sui grandi media e non susciti un dibattito in Parlamento la dice lunga sul grado di indipendenza che hanno le democrazie moderne dalle esigenze del mercato (e non solo finanziario). Un po' come fu sacrificata dal governo Berlusconi la "sicurezza nazionale" della legge Pisanu per il "Wi-Fi libero", senza il quale i nuovi smartphone non avrebbero avuto senso sul mercato.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: