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Elettrosmog: Italia "aumenta" le antenne. Ma Parigi sospende le nuove

L'elettrosmog sarà una costante delle nostre città come le "polveri sottili"? I timori della Rete NoElettrosmog sembrano avverarsi, tanto che La Repubblica segnala: "Ora la popolazione sarà esposta a emissioni di gran lunga superiori nelle ore diurne". Tutto questo in Italia, mentre a Parigi si fermano le "nuove" antenne.

La protesta della Rete NoElettrosmog Italia sembra proprio aver fatto "vibrare" le coscienze dato che "qualcosa" sembra muoversi sull'inquinamento da onde elettromagnetiche. Avevamo già scritto della "lettera aperta" inviata ad ogni deputato e senatore dalla Rete Elettrosmog-Free Italia ("iPhone 4s in Italia. La Rete NoElettrosmog scrive a deputati per il 4G" http://is.gd/O1CzOx). L'incipit della lettera (che ogni cittadino poteva poi "customizzare" a piacimento) era molto chiara: "Sembra che la bozza apparsa ieri voglia superare i limiti di legge previsti dal decreto del 2003 (ovvero 6 Volt/metro). Questo valore è già dieci volte superiore rispetto a quello considerato sicuro da molti scienziati indipendenti (ovvero 0,6 Volt/metro), mentre il Decreto Sviluppo, nella parte che allego, intende utilizzare invece per balconi, terrazzi, spazi aperti condominiali il limite generico di 20 Volt/metro". Ovvi i timori per la salute, come continua nella lettera la Rete NoElettrosmog: "Se approvato, questo decreto rischia di mettere seriamente a rischio la salute di milioni di italiani perché sarà più facile, per i gestori, installare antenne vicino alle abitazioni, ma a risentire di più di questo innalzamento dei limiti di legge saranno soprattutto proprio i malati affetti da Elettrosensibilità, una forma di ipersensibilità ai campi elettromagnetici e anche i malati di Sensibilità Chimica Multipla (MCS), una condizione che comporta reazioni a molteplici composti chimici anche in minime quantità, non tossiche per la popolazione generale" (http://is.gd/FSQpVQ). La lettera è del 26 ottobre, poi, come quando "non c'è campo", il silenzio. Ma l'8 novembre qualcosa "si muove", addirittura nel flusso del "mainstream". Un articolo de "La Repubblica" firmato da Giuliano Foschini infatti titola: "Elettrosmog, il governo alza i limiti 'Ventimila antenne in arrivo nelle città'" e spiega nel sommario:"Blitz del governo nel decreto sviluppo dello scorso ottobre. Ora la popolazione sarà esposta a emissioni di gran lunga superiori nelle ore diurne. La denuncia in due documenti firmati da Arpa e Ispra" (http://is.gd/0wIOF9). "In Italia tra qualche mese si potrà navigare sempre più veloce con i telefonini. Ma potrebbe essere più facile ammalarsi di cancro", questo l'incipit "esplicativo" dell'articolo de La Repubblica. Continuando a leggere, sembra che tutti i dubbi e i concetti di fondo della rete NoElettrosmog presenti nella "lettera aperta" siano stati "recepiti" anche da Arpa e Ispra. Una grande vittoria quindi della Rete che, a volte vittima di "mobbing mediatico" (ci si può facilmente immaginare il perché), è riuscita comunque "far passare" le istanze contenute nella sua "campagna di sensibilizzazione" (leggi post "Con la scusa dello Sviluppo si vuole innalzare i Limiti di Esposizione ai CEM !!!" del dottor Giorgio Cinciripini http://is.gd/FSQpVQ). Ma se l'Italia è sempre più un Paese dove i malati affetti da Elettrosensibilità rischiano di "friggere" per la smania epocale di essere "social" en plein air, a Parigi, come si legge dal quotidiano Liberation c'è lo "stop" per le nuove antenne. Scrive Liberation il 17 ottobre: "Il Comune di Parigi ha deciso lunedì di sospendere 'immediatamente' tutte le nuove installazioni di antenne sui tetti e gli edifici della città, dopo la 'rottura' della carta di Parigi sulla telefonia mobile, per le 'richieste inaccettabili' degli operatori" ("Paris suspend les nouvelles implantations d'antennes relais" http://is.gd/907yAF). Come si continua a leggere sull'articolo del quotidiano francese l'accordo parigino tra compagnie di telefonia mobile e municipio aveva come base "un livello massimo di esposizione alle onde elettromagnetiche da telefonia mobile di 2 V / m (Volt per metro) su una media di 24 ore". Ma ora le compagnie telefoniche sembra vogliano passare a 10-15 V/m, e questo per gli amministratori parigini sarebbe "inaccettabile".

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