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Ecoreati, Bonelli: chi inquina con autorizzazione dello Stato sarà impunito

Rimane fortemente critico verso la legge sugli ecoreati l'esponente dei Verdi Angelo Bonelli, poiché la norma colpisce solo se il disastro ambientale sarà compiuto "abusivamente". Bonelli è preoccupato che la legge sugli ecoreati produrrà effetti (a favore degli accusati) sui processi già in corso come ad esempio quello dell'ILVA di Taranto perché, in sostanza, "chi ha inquinato con autorizzazione dello Stato e quindi non abusivamente sarà liberato dalla responsabilità di pagare per il danno ambientale provocato".

Il Senato ha approvato in via definitiva la legge sugli ecoreati. Rimane fortemente critico verso il provvedimento Angelo Bonelli dei Verdi poiché il reato di disastro ambientale sarà compiuto solo se effettuato "abusivamente". Il Vicepresidente della Camera Luigi Di Maio spiega la ragione per cui si è scelto l'avverbio abusivamente, chiarendo: "...occorreva inserire una formulazione rispettosa del principio di tassatività della norma (nessuno può essere punito se non viola una legge ) e si è ottenuto che fosse quella più ampia". Per Angelo Bonelli, però, tale ragionamento è "sconcertante" poiché, si domanda su Facebook, "l'aver compiuto un disastro ambientale non è già condizione sufficiente per contestare un reato? Perché per essere punito il disastro ambientale deve essere cagionato abusivamente?". Inoltre, il portavoce dei Verdi teme che la legge sugli ecoreati possa produrre effetti (a favore degli accusati) sui processi già in corso come ad esempio quello dell'ILVA di Taranto. Bonelli osserva che "l'articolo 2 del codice penale dice 'nessuno può essere punito per un fatto, che secondo una legge posteriore, non costituisce reato' ".

La legge posteriore in questo caso è quella sugli ecoreati approvata il 19 maggio. Bonelli evidenzia inoltre che l'articolo15 del codice penale stabilisce che "quando più leggi penali o più disposizioni della medesima legge penale regolano la stessa materia, la legge o la disposizione di legge speciale deroga alla legge o alla disposizione di legge generale, salvo che sia altrimenti stabilito". L'esponente dei Verdi sottolinea quindi che "è possibile che gli avvocati dei Riva o ILVA ad esempio chiedano ai sensi dell'art.15 del codice penale l'applicazione del disastro ambientale abusivo trattandosi di norma più specialistica e non generale. - aggiungendo - L'aver volutamente fatto una norma cosi poco chiara sul disastro ambientale abusivo provocherà conseguenze gravi. In ogni caso quando l'articolo del codice penale è contrastante si applica il 'favor rei' ovvero la norma più favorevole all'imputato".

Bonelli ricorda anche la preoccupazione del procuratore Gianfranco Amendola quando ha evidenziato, nella rivista Lexambiente, che "molte inchieste verrebbero fermate proprio per aver inserito quell'avverbio perché non si potranno più svolgere i processi contro quelle grandi industrie che impunemente hanno inquinato e attentato alla salute dei cittadini, ma lo hanno fatto in nome di un'autorizzazione dello Stato e quindi non abusive, facendo dipendere l'esistenza del delitto da un intervento solo amministrativo quale è il rilascio di un'autorizzazione". In sostanza, chiarisce Angelo Bonelli: "Chi ha inquinato con autorizzazione dello Stato e quindi non abusivamente sarà liberato dalla responsabilità di pagare per il danno ambientale provocato. Penso a Priolo, Milazzo, Brindisi, Sarroch, la Ferriera a Trieste e ovviamente Taranto solo per citarne alcuni".

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