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eBay blocca vendita sorbitolo, ma scoppia dibattito su farmaci online

Attesa l'autopsia della donna morta a Barletta dopo aver ingerito del sorbitolo ma su molti media mainstream scoppia il dibattito sui farmaci online, anche se il dolcificante in questione è solo un additivo alimentare. Anche il ministro della Salute Renato Balduzzi consiglia di "astenersi il più possibile da acquisti di farmaci online".

Dopo la tragedia della donna morta a Barletta a seguito di un test a base di sorbitolo (http://is.gd/ApjAcx) comperato sul sito d'aste più famoso al mondo, eBay ha deciso di bloccarne tutte le vendite, collaborando con le autorità impegnate nelle investigazioni, come rende noto attraverso un comunicato.
eBay si dice "profondamente addolorata da quanto accaduto a Barletta sabato 24 marzo" sottolineando di sentirsi "vicini alla famiglia della vittima" e che "l'azienda sta cooperando con le autorità locali e internazionali ed è impegnata a fornire tutto il supporto necessario affinché sia fatta chiarezza sulla vicenda".
eBay precisa quindi che "il sorbitolo è un sostituto dello zucchero molto diffuso e una sostanza che può essere legalmente venduta, sia attraverso canali di vendita tradizionali che online" ma che, nonostante questo, "come precauzione, eBay ha immediatamente cancellato tutte le vendite di sorbitolo, che resteranno interdette fino a ulteriori chiarimenti".
Il ministro della Salute Renato Balduzzi spiega comunque che "il problema sorto a Barletta è un problema serio, ma che allo stato delle informazioni è circoscritto, e non è tale da creare un allarme sanitario globale".
"Ma pone due problemi principali" continua Balduzzi, spiegando che "il primo è quello degli acquisti online" e consigliando che "in via generale sarebbe meglio astenersi il più possibile da acquisti di farmaci online".
Da precisare, però, che il sorbitolo non è classificato come un farmaco ma come un additivo alimentare, e per questo motivo viene venduto e comperato legalmente su internet.
"Il secondo - continua il ministro della Salute - è quello che è il problema di un circuito parallelo al Servizio Sanitario Nazionale di dispensazione di farmaci". In realtà molti non comprendono perché la tragedia della donna morta a Barletta, per cause probabilmente legate al sorbitolo ma al vaglio ancora degli inquirenti e dei medici legali, venga "confusa" con le vendita dei farmaci online, visto che per il dolcificante in questione non ne è "proibita la commercializzazione via internet né ci sono vincoli particolari" come precisava anche il comandante del NAS di Bari, Antonio Citarella.
Qualcuno quindi, anche in Rete come si legge in vari commenti, rimane stupito del dibattito che si è acceso sulle farmacie online nonostante il sorbitolo, appunto, non sia un farmaco, tanto che come sottolinea anche un investigatore (http://is.gd/nldORd) "sostituisce il fruttosio, il saccarosio, ed è dichiarato nelle etichette come E420. Viene usato nelle gomme da masticare e nei prodotti da forno".
Sembra inoltre che il lotto di prodotto al centro dell'inchiesta "faceva parte di una partita di 1.200 tonnellate esportate tra l'aprile e il settembre 2010 (...) in Inghilterra, Svizzera e Germania" e che la "merce era accompagnata dai certificati di idoneità e qualità del prodotto", come riporta repubblica.it Cosa sia quindi successo alla donna di 28 anni morta a Barletta dopo aver ingerito un liquido a base di sorbitolo potrà stabilirlo solo l'autopsia e gli esami tossicologici.

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