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USA: cacciatore di androidi? No, di droni. E con uranio impoverito

In una cittadina del Colorado, Deer Trail (USA), a breve verrà discussa una proposta di legge che, se approvata, istituirà una nuova figura: il cacciatore di taglie di droni. Droni che potranno essere abbattuti anche con "munizioni all'uranio impoverito". In un futuro che sembra assomigliare sempre più a "Il mondo nuovo" di Aldous Huxley e "1984" di George Orwell, ritorna quindi prepotentemente la visione paranoide di Philip K. Dick con il suo "Il cacciatore di androidi".

Il sistema di monitoraggio che sembra stia mettendo in piedi, sempre in maniera più capillare, il governo americano comprende anche la sorveglianza attraverso i droni, quei veivoli senza pilota a bordo ma ben equipaggiati di telecamere. Ai cittadini di Deer Trail, in Colorado, l'idea di essere spiati dall'alto, però, non sembra affatto piacere, tanto che il consiglio comunale il prossimo 6 agosto dovrà valutare una proposta di legge che, se approvata, autorizzerebbe particolari "cacciatori di taglie". La proposta chiede infatti di istituire delle licenze di "caccia ai droni", al costo di 25 dollari l'anno. Ma non solo. L'ordinanza presentata in Comune prevede un premio di 25 dollari per ogni cacciatore che riuscirà ad abbattere un drone colpendo il robot alle ali o alla fusoliera e di ben 100 dollari se il veivolo senza pilota verrà consegnato il più integro possibile. Tale "trofeo" di caccia diverrà quindi di proprietà di Deer Trail, che elargirà i premi in denaro solo se i droni abbattuti dai cacciatori di taglie presenteranno "i marchi o i simboli utilizzati dal governo federale degli Stati Uniti". Inoltre, la proposta di legge è molto precisa persino sulle cosiddette "regole di ingaggio", stabilendo che i cacciatori di droni potranno utilizzare solo "fucili da caccia, calibro 12 o più piccoli, con cartucce di piombo e acciaio" e persino "munizioni all'uranio impoverito", anche se potranno sparare un massimo di tre colpi contro ogni aereo ogni due ore.

La proposta di legge, racconta Greg Campbell sul The Daily Caller, arriva infatti dopo una petizione diffusa da un residente di Deer Trail, nella quale si denuncia che i droni e il loro sistema di sorveglianza "sono una minaccia per le idee americane tradizionali di 'Liberty and Freedom' ". Pertanto, prosegue la petizione, il monitoraggio da parte dei droni deve "essere visto come un atto di guerra" nei confronti di Deer Trail e dei suoi cittadini. "Nel corso della sua storia, la città di Deer Trail ha mantenuto la sua indipendenza da tutte le altre entità politiche - si legge sulla proposta di legge - Pertanto, il Comune di Deer Trail dichiara la supremazia dei suoi confini territoriali e, rispetto a questa ordinanza, il primato e la sovranità del suo spazio aereo e il diritto dei suoi cittadini a difendere lo spazio aereo della città, le loro case, le imprese e le relative proprietà da incursioni indesiderate di veicoli aerei senza equipaggio". I droni, infatti, potranno essere abbattuti se il cacciatore di taglie percepirà il fatto che l'aereo lo sta inseguendo, o se viene manovrato come se stesse seguendo qualcuno, o nel caso sia visibile qualsiasi tipo di arma.

In un futuro che sembra assomigliare sempre più a "Il mondo nuovo" di Aldous Huxley e "1984" di George Orwell, ritorna prepotentemente la visione paranoide di Philip K. Dick con il suo "Il cacciatore di androidi", che per ora sono solo droni. Da evidenziare però il fatto che a furia di utilizzare proiettili all'uranio impoverito come se fossero una dotazione operativa standard di qualsiasi cartuccera ciò porterà ad un altro scenario presente nel libro di Dick da cui è stato tratto "Blade Runner", cioè le "braghette di piombo", dispositivo irrinunciabile per qualcuque maschio del futuro narrativo per proteggersi dal pulviscolo radioattivo generato da un conflitto nucleare.

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