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Mistero X-37B: il drone spaziale USA in orbita 22 anni dopo il Buran

Il 20 maggio da Cape Canaveral è iniziata la quarta missione Orbital test Vehicle con il lancio del drone spaziale X-37B dell'Air Force deli Stati Uniti costruito dalla divisione Phantom Works della Boeing. La missione rimane però ancora un mistero. Unica cosa certa è che con il suo X-37B l'Air Force è riuscita ad acquisire quel tipo di tecnologia che l'Unione Sovietica aveva raggiunto già nel 1988 quando mise in orbita il Buran.

Rimane ancora ignota la missione Orbital test Vehicle (OTV) che vede la messa in orbita dello statunitense spazioplano X-37B, già al suo quarto lancio. Il primo risale al 22 aprile del 2010 quando lo spazioplano ha effettuato, con successo, un primo volo in orbita bassa, denominato OTV-1, partendo dalla base dell'Air Force di Cape Canaveral a bordo di un razzo Atlas V. Sette mesi dopo il lancio il veicolo è rientrato autonomamente alla base aerea di Vandenberg, California. La missione OTV-2 è avvenuta nel marzo 2011 ma in orbita è stato lanciata una diversa nave spaziale sempre della serie X-37B, che è rientrata a Terra dopo 469 giorni di volo. La missione OTV-3 è invece iniziata nel dicembre del 2012, con l'invio dello spazioplano della OTV-1 il quale è rimasto nello Spazio per 675 giorni, un record per un veicolo spaziale riutilizzabile. L'ultimo lancio è avvenuto invece lo scorso 20 maggio, sempre dall'Air Force Station di Cape Canaveral, in Florida, ma non è chiaro quale dei "droni" spaziali sia stato inviato in orbita, se l'X-37B dell'OTV-1 e OTV-3 oppure dell'OTV-2. L'Air Force possiede infatti due veicoli spaziali X-37B, entrambi costruiti dalla divisione Phantom Works della Boeing. In sostanza, l'X-37B è una versione più piccola e senza equipaggio del pensionato Space Shuttle della NASA.

La maggior parte delle informazioni sulle attività orbitali dell'aereo spaziale sono classificate e quindi non è chiaro per quanto tempo l'X-37B rimarrà nello Spazio e soprattutto cosa osserverà (spierà?) mentre orbiterà attorno alla Terra. Anche se l'X-37B è già al suo quarto lancio, finora infatti poco o nulla è trapelato in merito allo scopo della sua missione. Per questo motivo, c'è chi ha ipotizzato che il drone X-37B, grande circa 9 metri per 3 metri, sia una sorta di arma spaziale progettata per ispezionare e/o paralizzare i satelliti nazioni ostili. L'Air Force sostiene invece che l'X-37B sta semplicemente testando alcune tecnologie per veivoli spaziali futuri riutilizzabili. A differenza dei precendenti lanci, questa volta l'Air Force ha rilasciato una serie di infomazioni in merito al lancio. Per esempio, l'X-37B trasporterà baccelli (ultracorpi?) destinati a diversi esperimenti civili mentre la NASA ne approfitterà per testare la reazione nello Spazio di quasi 100 materiali. Inoltre, l'X-37B trasporterà anche la "vela solare" sviluppata dall'associazione no-profit Planetary Society con l'intento di trasformare la luce solare in propulsione.

In realtà, l'X-37B non è il primo drone spaziale ad andare in orbita. Con il suo X-37B l'Air Force è riuscita ad acquisire infatti quel tipo di tecnologia che l'Unione Sovietica aveva raggiunto già nel 1988 quando mise in orbita il Buran (la cui costruzione terminò nel 1984). Purtroppo, il Buran compì un solo volo orbitale poiché il programma venne cancellato, ufficialmente, per i problemi economici della Roscosmos dopo il crollo dell'Unione Sovietica (1992).

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