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Italia arma i droni: costo 120 milioni di euro. Regole d'ingaggio da cambiare?

Gli Stati Uniti hanno approvato la richiesta dell'Italia di armare i suoi due droni MQ-9 Reaper prodotti dalla General Atomics perché il nostro Paese si è dimostrato "un alleato chiave e un partner fidato". Allo Stato armare i droni costerà almeno 120 milioni di euro. Ma perché l'Italia vuole armare i droni? Stanno per cambiare le regole d'ingaggio nei teatri di guerra in cui l'Italia è presente?

Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha annunciato che il Dipartimento di Stato americano (struttura del governo USA) ha approvato una richiesta dell'Italia risalente al 2012 di armare i suoi due droni MQ-9 Reaper prodotti dalla General Atomics con missili Hellfire, bombe a guida laser e altre munizioni. Come riporta la Reuters, l'Italia diventa quindi il secondo paese, dopo la Gran Bretagna, a veder approvata la richiesta di comprare droni armati nonché la prima vendita effettiva da parte degli Stati Uniti dal mese di febbraio, quando ha istituito una differente politica sulle esportazioni sui quei nuovi tipi di armi utilizzate in Afghanistan, in Iraq e nello Yemen. La vendita è stata infatti approvata perché l'Italia si è dimostrata in quest'ultimo periodo un alleato chiave e un partner fidato degli Stati Uniti, come riferisce una fonte governativa all'agenzia di stampa. Di norma, infatti, con la nuova politica sulle esportazioni delle armi ogni richiesta viene perlopiù rifiutata, tanto che è ancora in attesa di risposta la Turchia.
L'Italia invece ha ottenuto dagli Stati Uniti di aggiungere le armi ai due droni disarmati MQ-9 Reapers, la cui vendita era stata approvata nel 2009. Le armi in questione secondo l'agenzia del Pentagono sono 156 missili AGM-114R2 Hellfire II costruiti dalla Lockheed Martin Corp, 20 bombe a guida laser GBU-12, 30 GBU-38 JDAM (Joint Direct Attack Munition), cioè sistemi in grado di trasformare bombe a caduta libera in bombe guidate e vario altro armamentario. Ma quanto costerà all'Italia armare i sue due droni. Stando a quanto riferisce la Reuters, almeno 129,6 milioni di dollari, pari a quasi 120 milioni di euro. Ma la vera domanda, a questo punto, è: a cosa serviranno queste armi piazzate sui droni? Le regole d'ingaggio nei teatri di guerra in cui l'Italia è presente sono cambiate oppure stanno per cambiare?

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