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Drone USA ora un "bene" dell'Iran. Catturato da "cyber radar avanzato"

Gli Stati Uniti sembra che non ci stiano a perdere, naturalmente il drone spia catturato dall'Iran, tanto che avrebbero anche preso in considerazione un attacco aereo pur di non lasciarlo in mani nemiche. E si scopre che ad abbatterlo è stato un "attacco informatico sosfisticato".

Mentre una mappa (http://is.gd/GN7gDk) diffusa dal sito Democratic Underground sembra rivelare come le forze statunitensi abbiano ormai circondato con le loro basi militari l'Iran, dopo la diffusione del rapporto dell'AIEA sul presunto armamentario nucleare iraniano, il Presidente USA Barack Obama chiede alle autorità iraniane di "restituire" il drone RQ-170 Sentinel abbattuto il 4 dicembre scorso mentre invadeva lo spazio aereo, in modalità stealth, del Paese di Ahmadinejad. In realtà tutto l'Iran si sta ancora domandando come Obama abbia potuto chiedere così "spudoratamente" (come sottolinea la Fars http://is.gd/m5Gk3b) a Teheran di restituirgli il drone, nonostante questo abbia invaso lo spazio aereo iraniano per una operazione di spionaggio. Sembra infatti che il drone statunitense fosse in missione per la CIA, come rivela sempre la Fars, che ironizza sul fatto che forse gli USA pensano di poter sfruttare il "clima natalizio" per poter riavere sotto l'albero il proprio "giocattolo". Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ramin Mehman-Parast, ha infatti aspramente criticato la richiesta di restituzione dell'RQ-170 Sentinel, ricordando come Barack Obama abbia forse "dimenticato" che il drone non solo "ha violato lo spazio aereo iraniano" ma stava anche effettuando una "operazione di spionaggio, violando leggi inteernazionali e interferendo nella politica interna dell'Iran". Durante la conferenza stampa di martedì il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha infine sottolineato che "gli Stati Uniti devono sapere che tali operazioni possono mettere in pericolo la pace e la sicurezza internazionale e dovrebbero quindi assumersi le proprie responsabilità e le conseguenze" derivanti da tali azioni. Mehman-Parast ha inoltre espresso sorpresa per la richiesta dell'amministrazione statunitense, ricordando, forse anche un po' ironicamante, come gli Stati Uniti non si siano nemmeno "scusati" per aver violato lo spazio aereo dell'Iran con l'obiettivo di effettuare operazioni di spionaggio contro gli interessi della nazione iraniana. Obama pare che per riavere indietro il suo prezioso drone si sia rivolto all'ambasciata Svizzera a Teheran, che rappresenta gli interessi statunitensi in Iran in assenza di una propria ambasciata. La richiesta degli Stati Uniti, comunque, non sembra che verrà accolta, visto che un alto comandante delle Guardie Rivoluzionarie dell'Iran avrebbe affermato che l'abbattimento del drone "non è solo una vittoria di intelligence per noi, ma una sconfitta per i nostri nemici". Sembra infatti, anche se la interessante notizia ha trovato pochissimo spazio sui media occidentali, che il drone RQ-170 Sentinel non sia stato abbattuto "normalmente" (anche se gli USA continuano a parlare di "guasto tecnico"), ma attraverso un "attacco informatico sosfisticato", pare con un "radar altamente avanzato", come confermerebbe alla tv irananiana il Comandante del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) delle Forze Aereospaziali. Anche per questo motivo, il drone sarebbe atterrato praticamente integro, come dimostrano le immagini trasmesse da un emittente iraniana giovedì scorso, che immortalano il veicolo senza pilota con dietro, beffardamente, anche una bandiera dell'Iran. Tra le più grandi preoccupazioni degli Stati Uniti, infatti, c'è quella che l'Iran possa ora non solo riprodurre l'RQ-170 Sentinel, ma che riesca a scoprire tutte le vulnerabilità dell'aereo stealth, prendendo quindi di conseguenza le dovute contromisure. Un altro timore risiede inoltre nel fatto che la Cina, la Russia o altri Paesi non alleati degli Stati Uniti aiutino l'Iran ad estrarre dal drone tutte le informazioni che il veivolo serbava, dalla sua storia di volo alle rotte, dagli obiettivi alle varie funzionalità dell'aereo. Pare infatti che il drone USA fosse in realtà programmato per cancellare tutti i dati raccolti in caso di malfunzionamento, ma che non sia riuscito però a farlo, forse proprio a causa "dell'attacco informatico sosfisticato" iraniano. Per analogia molti avranno pensato quanto sia quindi pericoloso oggi come oggi avere i dati, è proprio il caso di dirlo, su una "nuvola" (leggi "iCloud e Steve Jobs: il lato oscuro della nuvola" http://is.gd/7RiRl7 - "Cloud computing, smartphone e geolocalizzazione: da Aruba a Pollicino" http://is.gd/VgXqz5). Il ministro della Difesa iraniano, il generale Ahmad Vahidi, avrebbe comunque ribadito che "l'aereo spia statunitense è ormai tra i beni della Repubblica islamica dell'Iran", chiudendo di fatto ogni speranza per Obama di veder tornare indietro il suo strategico veivolo senza pilota. In reatà, pare che in questi ultimi giorni il Pentagono e la CIA, come rivelato da alcuni media statunitesi, abbiano addirittura considerato varie opzioni per recuperare il drone spia, e tra queste sembra che ci fosse anche quella di autorizzare un attacco aereo, preferendo distruggere il veicolo pur di non lasciare in mani nemiche i segreti del volo stealth. Pare che comunque i vertici delle due istituzioni USA alla fine abbiano capito che tutte le alternative ipotizzate (magari ne "La Sala di Guerra" de "Il dottor Stranamore") potevano essere "interpretate" dall'Iran come un vero e proprio atto di guerra, causando quindi un incidente ben maggiore. Non si può certo pensare che Pentagono e CIA non siano lungimiranti. Un attaccamento, questo, al drone perso dovuto forse, oltre a tutti i motivi sopra esposti, anche al fatto che dal 2007 gli Stati Uniti hanno perso (in combattimento o abbattuti mentre effettuavano operazioni di spionaggio) ben 90 aerei senza pilota. Oltre a quello "catturato" dall'Iran, bisogna inoltre registrare una ulteriore perdita, quella del drone MQ-9 schiantatosi al suolo delle Seychelles (http://is.gd/bxPaWJ), per fortuna non causando vittime. Pare fosse utilizzato per la sorveglianza dei pirati che transitano in quell'area.

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