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Doping, Russia: accuse Wada infondate. IAAF venerdì decide su Rio 2016

La Wada (Agenzia mondiale antidoping) ha chiesto che la Russia fosse sospesa da ogni competizione di atletica accusandola di effettuare un programma di doping "di Stato". La Russia respinge ogni accusa, precisando che nella relazione della Wada "non ci sono prove di violazioni sistematiche" alle norme antidoping. La IAAF ha convocato una riunione straordinaria per venerdì 13 novembre, nel corso della quale si deciderà se sospendere o meno la Russia da tutte le competizioni internazionali, tra cui le Olimpiadi di Rio 2016.

La guerra fredda passa anche dallo sport. La Wada (Agenzia mondiale antidoping) ha infatti chiesto che la Russia fosse sospesa da ogni competizione di atletica. La Commissione indipendente della Wada ha infatti accusato la Russia di effettuare violazioni sistematiche e insabbiamenti sul doping, implicando anche la IAAF (Associazione Internazionale delle Federazioni di Atletica). In sostanza, la Wada accusa la Russia di effettuare un programma di doping "di Stato", poiché sarebbero implicate diverse istituzioni. La Wada sostiene infatti che né la Federazione russa di atletica (Araf), né l'agenzia antidoping russa (Rusada), né la Federazione russa possono essere considerate compatibili con il codice antidoping. La Wada ha inoltre sospeso l'accreditamento del laboratorio antidoping russo, sostenendo che avrebbe smaltito oltre 1.400 campioni mentre il suo capo, Grigory Rodchenkov (che si è dimesso), e accusato di aver intascato tangenti dagli atleti per coprire i risultati positivi. Il rapporto della Wada raccomanda infine il divieto a vita alle competizioni di cinque atleti e cinque gli allenatori.

Al centro dello scandalo, in particolare, le Olimpiadi di Londra 2012 mentre il CIO (Comitato Olimpico Internazionale) precisa che "non c'è motivo di mettere in discussione la credibilità dei risultati dei test antidoping effettuati ai Giochi Olimpici Invernali del 2014", sottolineando che né il rapporto della Wada, né il gruppo di osservatori indipendenti della Wada ai Giochi ha menzionato irregolarità legate a Sochi 2014. Nonostante questo, il presidente della commissione indipendente dell'Agenzia mondiale antidoping, Dick Pound, ha chiesto che alla Russia fosse viatata la partecipazione alle Olimpiadi di Rio 2016. Ad indagare per sospetta corruzione e doping sarà anche l'Interpol. Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha chiesto quindi alla IAAF di avviare procedure disciplinari nei confronti di tutti gli altleti citati nella relazione Wada. Inoltre il CIO ha assicurato che, sulla base dei risultati delle indagini IAAF, avrebbe preso "tutte le misure necessarie" alla luce delle presunte violazioni sul doping avvenute durante le Olimpiadi, compreso il ritiro delle medaglie e l'esclusione di allenatori e funzionari ai Giochi Olimpici.

Il ministro dello Sport russo Vitaly Mutko afferma però che "il 2-3% di imbroglioni non dovrebbe gettare un'ombra su tutti gli atleti della Russia" auspicando che l'agenzia antidoping russa (Rusada) possa presto riottenere l'accreditamento. Il ministro dello Sport russo chiede infatti alla Wada di fornire tutte le prove necessarie a sostengo delle accuse, precisando che attualmente si conoscono solo le informazioni diffuse dai giornalisti. Mutko sostiene infatti che "metà dei problemi riportati nella relazione della Wada sono facilmente correggibili mentre l'altra metà non è supportata da prove". Anche il capo ufficio stampa presidenziale, Dmitry Peskov, ha respinto tutte le accuse definendole come "infondate e non sostenute da prove". Peskov ha invece assicurato che il Cremlino rifletterà sulla "causa che ha portato a sollevarl doping in questo ce tale scandalo", lasciando intendere che il doping in questo caso c'entra ben poco. Valery Shestakov, del comitato della Duma per la cultura fisica, dello sport e dei giovani, ha infatti ricordato che nel 2018 la Russia ospiterà la Coppa del Mondo della Fifa è questo "genera un certo bruciore di stomaco ai nostri avversari". Dopo lo scandalo Fifa, anche i metodi per l'assegnazione dei Mondiali di calcio 2018 alla Russia sono stati oggetto di discussione e di indagine ma dai controlli non è emerso alcun illecito. "Così hanno deciso fare pressione partendo da un'altra parte", sottolinea ancora Shestakov che lamenta il fatto che tali accuse sono state lanciate in maniera tale da "demoralizzare gli atleti russi prima delle Olimpiadi di Rio 2016," e per "screditare la Russia come potenza sportiva". Il presidente ad interim dell'Araf, Vadim Zelichenok, ha inoltre precisato che la relazione Wada "cita un banale incidente, in cui due atleti hanno cercato di sottrarsi al controllo ufficiale antidoping. - sottolineando - Ma queste cose succedono ovunque. Non vi è alcuna prova di violazioni sistematiche".

La IAAF ha convocato una riunione straordinaria per venerdì 13 novembre, nel corso della quale si deciderà se sospendere o meno la Russia da tutte le competizioni internazionali, tra cui le Olimpiadi di Rio 2016. Il ministro dello Sport russo, Mutko, ha sottolineato che non si possono nemmeno immaginare le Olimpiadi di Rio 2016 senza gli atleti russi, chiarendo: "Per alcuni saranno i primi Giochi Olimpici. Gli atleti onesti non devono essere penalizzati".

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