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Yuri Gagarin su Google, ma senza falce e martello

Yuri Gagarin ha l'onore di apparire sul doodle di Google. L'azienda americana celebra il successo del primo volo umano nello Spazio, ma senza nominare la gloria della nazione che ce l'ha spedito. Forse un tabù politico che ancora non può essere infranto.

Yuri Gagarin fu il primo uomo che ufficialmente volò nello Spazio il 12 aprile 1961. A cinquant'anni da questo primo volo orbitale il web celebra l'anniversario con l'"onorificenza" pop più ambita, ovvero il doodle di Google. Il doodle è il restyling temporaneo del logotipo del più famoso motore di ricerca che, a seconda delle ricorrenze, viene lanciato a livello locale (solo per una o alcune nazioni) o in tutti i domini di Google nel mondo. Questa volta il doodle dedicato a Yuri Gagarin è presente in tutte le nazioni permettendo a tutti gli internauti "che cercano sul web" di conoscere questo grande eroe sovietico. Ovviamente, come per tutte le opere artistiche, anche i doodle incominciano ad avere degli accaniti seguaci e dei critici d'arte che ne seguono l'evoluzione. Sono da notare innanzitutto le due versioni di questo doodle dedicato a Gagarin (a seconda del browser con cui si "vede" Google), una statica e un'altra in cui il razzo che portò in orbita la Vostok I parte dalla rampa del Cosmodromo di Baikonur. Da sottolineare anche l' effetto moiré che ricrea le sovrapposizioni dei vecchi "retini" di stampa. Fatto interessante è che non ci sia nessun tipo di riferimento all'Unione Sovietica e che il CCCP cirillico sul casco di Gagarin non sia leggibile. Nessuna bandiera con la falce e martello, nessun riferimento all'URSS. Solamente l'intuizione di chi conosce la storia, o di chi la scoprirà cliccando sopra il doodle (leggendo qualche informazione), svelerà la nazione "scomparsa" da cui Yuri Gagarin era partito. E in cui era ritornato, sano e salvo, dallo Spazio.

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