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Stanislaw Lem: Google celebra l'Arthur C. Clarke sovietico

Google prende in prestito le tavole di Daniel Mróz de "la Cyberiade" per omaggiare con un doodle Stanislaw Lem, uno dei più grandi autori contemporanei di fantascienza. Conosciuto in occidente dopo che il Solaris di Andrei Tarkovsky fu premiato con il Gran Premio Speciale della Giuria, Stanislaw Lem oggi rimane nei cuori di tutti i lettori.

Google dedica un suo doodle ad un mostro sacro della letteratura mondiale (e non meramente della fantascienza mondiale) quale è Stanislaw Lem. Nato a Leopoli in Polonia nel 1921 (dal 1945 parte dell'URSS e dal 1991 dell'Ucraina) Stanislaw Lem è morto nel 2006 con il merito riconosciuto di essere il più importante scrittore di fantascienza di una lingua diversa dall'inglese. Il che, nel campo della "sci-fi" non è poco. In un certo senso Stanislaw Lem è stato per molti critici ed appassionati di fantascienza la "risposta sovietica" ad Artur C. Clarke, dato che il "parallelismo" tra il suo libro "L'invincibile" (pubblicato in Polonia nel 1961) e "Incontro con Rama" di Arthur C. Clarke (1973) sono evidenti, come notava Nicoletta Vallorani nella prefazione di Solaris del 1990 (Classici Urania, Mondadori, 159). Ma le analogie ovviamente non finiscono qua. Il fatto è che sia Artur C. Clarke ("inventore" tra le altre cose dei satelliti geostazionari per telecomunicazioni) che Stanislaw Lem (medico e filosofo) hanno sempre avuto nei loro scritti quella speciale "tensione letteraria" per il rapporto tra l'Essere Umano e l'Inconoscibile. L'Essere Umano infatti, di fronte ad una intelligenza aliena "creatrice" (quella che ha costruito la misteriosa astronave di Rama, ad esempio) o ad un pianeta "pensante" come Solaris (mirabilmente inventato da Stanislaw Lem), pur avendo a disposizione ogni tecnologia rimane basito di fronte all'"autometamorfosi ontologica" per dirla con la letteratura solaristica di Lem. Basito e naturalmente impotente. Questo aspetto letterario, scientifico e filosofico, che porta a vedere "umilmente" l'universo e i limiti dell'Uomo, è un tipo di visione oggi un po' appannata, per una gioventù (intesa anche come fascia di mercato, senza età) abituata a giocare a "Call of Duty" e a portare candele elettroniche a Steve Jobs (http://is.gd/H9r1pN). Ma se solo si rileggessero certe pagine di Solaris, capolavoro assoluto di Stanislaw Lem, con l' "experimentum crucis" per comprendere se si è impazziti, dati i "fantasmi" che il pianeta Solaris genera (con tutta la "solaristica" che ne è fantasticamente derivata),l'Uomo 2.0 tornerebbe a più miti consigli. Magari terrorizzato. Anche Solaris, trasposto dal grande Andrei Tarkovsky, fu definito da molti "la risposta a 2001 Odissea nello Spazio" di Stanley Kubrick e naturalmente Artur C. Clarke. Google con il suo doodle "celebra" Lem e la sua arte con il "60esimo anniversario della prima pubblicazione di Stanislaw Lem", creando un "fumetto interattivo" con i tratti di Daniel Mróz (altro genio polacco dell'illustrazione, scomparso nel 1993) creati per illustrare "La Cyberiade" dello stesso Lem.

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