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Mies van der Rohe: less is more, prima di Steve Jobs

Ludwig Mies van der Rohe ha coniato l'aforisma: "less is more", che poi Steve Jobs farà suo per Apple. Architetto designer, maestro del Movimento Moderno è il protagonista del doodle di Google.

Ludwig Mies van der Rohe nato Maria Ludwig Michael Mies (il "van der Rohe" è il cognome della madre di origine olandese, aggiunto poi), è celebrato da Google con un suo ennesimo doodle, cade infatti oggi il 126esimo anniversario della sua nascita.
Questa volta il "celebrato" da Mountain View (novello maestro Manzi digitale un po' bislacco, tanto sembra uscito da un romanzo di Robert Sheckley) è un architetto-designer la cui vita artistica, a colpo d'occhio, si può ben riassumere in poche linee squadrate ed essenziali.
Anzi, forse, si può sintetizzare, e questo sarebbe piaciuto al maestro, in una sola citazione dello stesso Mies, ovvero: "less is more".
Un aforisma questo, assorbito e "rivenduto" dal compianto Steve Jobs di Apple per cui "il meno è il più" (cioè, in altre parole, "il di meno è meglio") era diventato una vera filosofia industriale.
Altra frase celebre per cui l'architetto-designer è ricordato è senz'altro "God is in the details" (Dio è nei dettagli) forse parafrasando l'antico proverbio che indica sia invece il diavolo a nascondere la sua coda proprio in questi ultimi.
Fatto sta che è proprio per i dettagli o nella loro paradossale assenza (data l'essenzialità delle forme) che Ludwig Mies van der Rohe è considerato uno dei massimi esponenti dell'architettura del secolo scorso, tanto che il suo nome viene spesso citato accanto a dei mostri sacri come Gropius, Le Corbusier (con i quali, se pur brevemente, lavorò), Frank Lloyd Wright e Alvar Aalto.
Ludwig Mies van der Rohe nasce il 27 maggio del 1886 ad Aachen (Aquisgrana, in Germania) figlio dello scultore Michael Mies e di Amelie van der Rohe.
La formazione di Mies, come verrà familiarmente chiamato per tutta la vita, soprattutto dalla sua emigrazione americana (dal 1938 si trasferisce a Chicago), incomincia con gli studi tecnici ad Aachen sino ai primi del 1900 e nel lavoro, spesso non retribuito (come si usava una volta per imparare), presso gli architetti locali.
Lavorerà a Berlino dal 1905 al 1907 allo studio di Bruno Paul e la sua carriera, come esponente del Movimento Moderno (a cominciare dai primi lavori con l'architetto Peter Behrens) si dividerà tra architettura e design che forse, per Mies come per altri, sono poi la stessa cosa.
Sarà quindi la conciliazione "impossibile" tra spazio e struttura a tratteggiare il suo lavoro progettuale.
Dal 1912 Mies si stabilisce a Berlino, fa carriera, entra nel Deutscher Werkbund e diventerà in seguito direttore della Bauhaus.
La biografia di Ludwig Mies van der Rohe merita naturalmente la lettura di una monografia, e dal suo primo lavoro indipendente di progettazione per Alois Riehl e sua moglie Sophie (la villa di Neubabelsberg a Potsdam 1906-1907) fino alla costruzione del grattacielo Seagram a New York (1954-58), scorrono milioni di metri cubi di calcestruzzo sotto (e sopra) i ponti.
Essenziale però ricordare, soprattutto per chi, grazie a Google, sente parlare di Mies per la prima volta solo oggi, il celeberrimo Padiglione Ludwig Mies van der Rohe di Barcellona.
Il Padiglione di Barcellona, fu progettato da Mies nel 1929 per l'Esposizione Universale, e fu poi smantellato in quanto "opera temporanea". Un peccato.
Fortunatamente nel 1983 è nata a Bercellona una Fondazione (The Fundació Mies van der Rohe http://is.gd/zDJZfd) che non solo ha ricostruito il Padiglione come era in origine ma si occupa, in collaborazione con la Commissione Europea, di uno dei più prestigiosi premi dell'architettura del mondo, cioè l' European Union Prize for Contemporary Architecture - Mies van der Rohe Award.
Ma se fino ad oggi milioni di navigatori ignoravano l'esistenza del designer tedesco, alcuni sicuramente ci si erano già "seduti sopra".
Molto conosciuta, in quanto classico dell'arredamento di interni, è infatti la Poltrona Barcelona, sua creazione diventata un'icona del design industriale. La poltrona di Ludwig Mies van der Rohe fa infatti bella mostra in tanti uffici di lusso, sfoggiando le sue linee moderne (e senza tempo) ma allo stesso tempo invitanti per la seduta imbottita.
La Poltrona Barcelona di Ludwig Mies van der Rohe è ancora prodotta da Knoll (Knoll.com), come sempre, dal 1953.

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