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Mary Shelley: con la miniserie di Frankenstein il mito continua

Oggi Google dedica il suo doodle a Mary Shelley, autrice del romanzo "Frankenstein, o il moderno Prometeo". Oltre a molte pellicole cinematografiche anche una miniserie TV, che parte dalla fine del libro della Shelley.

Oggi Google dedica il suo doodle a Mary Shelley, scrittrice e saggista inglese che deve la sua notorietà in particolar modo per essere l'autrice del romanzo "Frankenstein, o il moderno Prometeo" (titolo originale: "Frankenstein: or, the modern Prometheus"), pubblicato la prima volta nel 1818.
Da allora il romanzo ispirò diverse pellicole cinematografiche, tutte ispirate alla "creatura" creata da Victor von Frankenstein, e prima ancora dalla penna di Mary Shelley.
Sono quattro i film più interessanti da vedere, tra cui il film muto del 1910 diretto da J. Searle Dawley e quello del 1931 James Whale, entrambi sotto il nome di "Frankenstein". Più recenti invece ci sono il divertente "Frankenstein Junior" di Mel Brooks (1974) e il "Frankenstein" del 1994 di Kenneth Branagh con Robert De Niro.
Ma Mary Shelley, o meglio la creatura di Frankenstein ispirò anche una miniserie televisiva, che prende sempre il nome del mitico mostro. In Italia il telefilm è uscito solamente in DVD e neanche in versione integrale.
La miniserie "Frankenstein" è andata in onda nel 2004 negli Stati Uniti e comincia esattamente dove invece termina il romanzo, cioè al Polo Nord. Una nave, infatti, e il suo equipaggio salverà un uomo di nome Victor Frankenstein e grazie all'uso dei flashback il telespettatore ripercorrerà la storia del misterioso uomo, sopravvissuto ad un'esplosione nell'Artico.
La miniserie non racconta solamente la vita del sopravvissuto Victor Frankenstein ma anche le implicazioni teologiche e scientifiche di quando l'Uomo, come Prometeo, sfida le leggi della natura e degli Dei.

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