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Martha Graham e il mistero della Trasformata di Fourier

Martha Graham compone il logo di Google con una coreografia che è più che un "movimento". Dalla rottura con la "danza accademica" agli esperimenti di Nikolai Bernstein, neurofisiologo sovietico coetaneo della Graham, il perché la danza non è solo "un balletto". Ma anche una Trasformata di Fourier.

Ogni giorno milioni di persone aprono una finestra sul mondo che si chiama Google e che, qualche volta, mostra in modalità "push" (come si sarebbe detto molti anni fa) un doodle, ovvero un'interpretazione, un restyling del proprio logotipo a favore di un evento caro al motore di ricerca di Mountain View. La scelta dei soggetti per la realizzazione di un Google, almeno come logica di pubblicazione, sono coperti da grande riservatezza e mistero, visto che, di solito, non si legano né a celebrazione con "numeri tondi" (con qualche eccezione che conferma la regola) né a tutto ciò che non è "politically correct" nell'edulcorato "net mainstrem" (come quando il 26 aprile per il 25esimo annivesario di Chernobyl il doodle fu dedicato ad un ornitologo http://is.gd/1u5aci). Oggi Google propone un doodle dedicato a Martha Graham una delle "fondatrici" della danza moderna che ha cambiato il modo di pensare "alla danza" e "della danza". Dalla rottura con la danza accademica della inimitabile Isadora Duncan, Martha Graham e Doris Humphrey (la più "gravitazionale" delle tre) portarono la danza ad essere espressione delle emozioni e studio dei movimenti, in sé già armonici e propri (come vedremo in seguito), dell'essere umano. Se pensiamo che Isadora Duncan è del 1878, Martha Graham è del 1894 (Google ne omaggia difatti il 117esimo anno dalla nascita) e Doris Humphrey nasce nel 1895 si capisce quanto gli anni venti e trenta del '900 furono anni pionieristici ed emozionanti per la "nuova danza". Si pensi solamente che è proprio a Doris Humphrey che si lega il concetto di "coreografia" e "coreografo" mentre molti dei "passi" che vediamo oggi nella danza "in TV" sono proprio stati inventati in quell'epoca. Per capire quanto sia moderna la coreografia di Martha Graham è necessario vederla all'opera, ovviamente in video. Su Youtube qualche spezzone è disponibile e "Martha Graham Night Journey" (youtube.com/watch?v=fFNsKeMbW20), "Martha Graham's Appalachian Spring" (in quattro parti, youtube.com/watch?v=XmgaKGSxQVw), e il classicissimo "Lamentation" (http://www.youtube.com/watch?v=xgf3xgbKYko) sono "visioni" irrinunciabili. Anche il "movimento" (un po' troppo nipponico però...) del doodle di Google, quello in cui la Martha Graham "a fumetto" percorre (e "coreografa") il logotipo della multinazionale californiana, può far capire quanto la ricerca della Graham sia innanzitutto quasi una "maieutica corporea" (per citare Ernest Kattens) e una vera e propria estrazione "olografica" come direbbe Karl Pribram, medico neurochirurgo creatore insieme a David Bohm del "paradigma olografico". Martha Graham è difatti coetanea e "modello perfetto" per un misconosciuto scienziato sovietico, il neurofisiologo Nikolai Bernstein. Nikolai Bernstein nasce a Mosca nel 1896 (è quasi coetaneo di Martha Graham) e rivoluziona, grazie allo studio proprio dei danzatori dell'epoca, il segreto del "movimento" e della sua "predizione" attraverso la matematica delle "trasformate" di Fourier. Il suo libro "La coordinazione e la regolazione dei movimenti" è un "fondamentale" della neurofisiologia ed è studiato attentamente anche da molti danzatori moderni. Il suo lavoro è oggi a base anche di vari robot "camminatori" tra cui il Runbot (http://is.gd/RBwUPk). Gli studi di Bernstein sono molto affascinanti e "moderni" dal punto di vista della ricerca. Nikolai Bernstein vestì decine di danzatori con calzamaglie nere, dipinse dei pois bianchi sulle "giunture" (gomiti, ginocchi, ecc.) e li filmò contro uno sfondo nero. La pellicola ricavata mostrò una serie di punti che il geniale neurofisiologo, con l'aiuto delle "trasformate di Fourier" analizzò, permettendo di "prevedere" grazie ad uno "schema nascosto" delle onde, i movimenti successivi dei danzatori nella loro "timeline". Anche questa volta una sorta di spezzone documentaristico presente su Youtube può rendere meglio l'idea degli esperimenti di Nikolai Bernstein, questa volta con un ginnasta munito di lucette (Nikolai Bernstein - physical motion as waves, 1930s youtube.com/watch?v=sKWofhlZcmA). Bernstein intuì che il "movimento" è impresso nelle nostre menti come "tale", e non come "associazione" legata ad una specificità degli arti. Per capirci, il movimento che fa la mano per scrivere il nostro nome su un foglio può essere tranquillamente ripetuto dal vosto gomito. Provate a scrivere il vostro nome "in aria" con il gomito. Sicuramente ci riuscirete, anche se non l'avete mai fatto. Il movimento della "firma" non è codificato "per la mano" ma è uno schema "a sé stante" applicabile a qualsiasi "movimento". Ergo la danza non è solo "un balletto". La danza è quindi un fondamentale "schema" innato del nostro cervello, ed ecco perché Martha Graham, quando ballava, trasmetteva quella particolare "essenza" dell'Essere Umano.

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