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Mark Twain: dalla Cometa di Halley all'amicizia con Nikola Tesla

Mark Twain non è stato solo l'autore de "Le avventure di Tom Sawyer" (una di queste è oggi dipinta sul doodle di Google) o il creatore di Huckleberry Finn e di mille altre storie. Mark Twain è stato anche un uomo appassionato di scienza. Il che nei primi del '900 significava Nikola Tesla. Aspettando la Cometa di Halley. E il doodle di Google.

Mark Twain era un grande amico di Nikola Tesla, l'uomo che "ha inventato il 20esimo secolo" (come lo definisce un suo biografo, Robert Lomas) e a cui dobbiamo non solo l'energia elettrica che giunge nelle nostre case, ma una importante fetta di "progresso tecnologico" di cui ci vantiamo e che spesso siamo soliti attribuire ad altri inventori più celebrati (http://is.gd/tY46jM). Ma come senza le invenzioni di Nikola Tesla non esisterebbe il mondo che conosciamo (dalle luci al neon alla risonanza magnetica), probabilmente senza Mark Twain non solo non avremmo quella che si chiama "letteratura americana" ma forse nemmeno, paradossalmente, lo stesso Nikola Tesla che, come vedremo, Twain con i suoi libri riuscì a "salvare". Oggi Google nel suo "doodle", ritrattamento "artistico-celebrativo" del logotipo più "visualizzato" al mondo, ricorda proprio il 176esimo anniversario della nascita di Mark Twain con un riferimento diretto al famoso steccato da "ridipingere" di uno dei suoi più famosi libri per ragazzi, ovvero "Le avventure di Tom Sawyer". "Le avventure di Tom Sawyer" così come "Le avventure di Huckleberry Finn" sono le opere universalmente più conosciute di Mark Twain, libri che hanno formato generazioni di ragazzi di tutto il mondo sino a quando non sono stati sostituiti, come quasi tutti i libri, dai cartoni animati giapponesi (et similia) e videogiochi. Uno di questi ragazzi formati dalle avventure "autenticamente americane" di Mark Twain (nei suoi primi scritti) fu proprio Nikola Tesla che, nella sua autobiografia, racconta di come incontrò per la prima volta lo scrittore statunitense (ovviamente "in spiritu") proprio nella biblioteca del Reale Ginnasio a Carlstadt (Karlovac) dove era caduto in preda ad una condizione di malattia "disperata" tanto che anche i medici l'avevano abbandonato, pensando al pegggio. Ma ecco che nell'estrema disperazione della malattia del genio serbo, che allora era solo un ragazzo, i libri di Mark Twain diventano una cura inaspettata e miracolosa. Da quel momento in Nikola Tesla crebbe per Mark Twain una vera e propria "venerazione" tanto che l'amicizia tra i due, per lo stesso scienziato, era quasi "predestinata". I casi della vita vollero infatti che Tesla, ben 25 anni dopo, poté incontrare il suo mito e, raccontandogli la sua vicenda, una volta stretta amicizia, fu ripagato dal vedere questo grande umorista commuoversi fino alle lacrime nel sentire tutta la riconoscenza del giovane Tesla "salvato" dai suoi libri. L'amicizia tra i due sbocciò nel 1888 quando Nikola Tesla aveva 32 anni (da 4 arrivato a New York) ed era già considerato un genio assoluto dell'elettricità, anche per aver costruito solo un anno prima il primo "motore ad induzione a corrente alternata senza attrito" (per alcuni semplicemente impossibile da progettare). Mark Twain invece aveva 53 anni ed era da tempo un "monumento" statunitense non solo della letteratura ma anche di un certo "savoir vivre" che si traduceva in humor d'eccezione, aforismi e mille avventure che si possono facilmente trovare nei suoi molti libri e racconti. Mark Twain come molti sanno non è il vero nome dello scrittore americano, ma solo un "nome de plume". Mark Twain nasce infatti come Samuel Langhorne Clemens nel 1835, proprio due settimane dopo il massimo avvicinamento alla Terra della Cometa di Halley. Nikola Tesla nasce invece nel 1856, anno in cui il napoletano Charles Piazzi Smyth scoprì la radiazione infrarossa della Luna piena grazie all'uso sapiente di una termocoppia (quindi l'elettricità applicata all'astronomia). E forse sono state proprio le stelle a decidere che due uomini così diversi stringessero una solida amicizia, aiutata anche dal fatto che il laboratorio di Tesla a New York si trovasse a poca distanza dalla casa dello scrittore. Mark Twain molto spesso infatti "capitava" al fantascientifico laboratorio di Nikola Tesla e fu proprio là che furono scattate le prime fotografie con le "luci fluorescenti senza fili" (antenati e insieme, paradossalmente, "pronipoti" degli attuali "neon") che ritraggono anche, in un famoso scatto, il creatore di Huckleberry Finn (vedi foto http://is.gd/DbAAAe). Ma Mark Twain, tra i sorrisi, fu anche la "vittima" eccellente di alcuni esperimenti di Tesla con effetti collaterali bizzarri nonché "lassativi". Un episodio divertente è ad esempio quello descritto nel libro di Robert Lomas 'The Man Who Invented the Twentieth Century': "Clemens (cioè Mark Twain, ndr) avrebbe sperimentato accidentalmente una delle conseguenze imbarazzanti delle vibrazioni meccaniche. Tesla infatti aveva costruito una piattaforma vibrante (...) così accurata che poteva funzionare come un pendolo di precisione. Un giorno, nel corso di un esperimento, l'inventore salì sulla piattaforma più a lungo dell'assistente (...)" diventando vittima in questo modo del primo "lassativo meccanico" (da "L'uomo che ha inventato il XX secolo" di Robert Lomas, trad. di Francesca Buffo, Newton Compton Editori). L'esperienza della "piattaforma vibrante" piacque talmente a Mark Twain che lui stesso disse che la macchina dava "vigore a vitalità", anche se poi dovette scappare in bagno per effetto del "lassativo meccanico", come riporta anche il raro scritto di Katherine Krumme ("Mark Twain and Nikola Tesla: Thunder and Lightning", qui in PDF e liberamente scaricabile http://is.gd/zu0k4U). Nikola Tesla e Mark Twain furono quindi sempre affascinati l'uno dall'altro tanto che la stesura dell'ultima novella di Mark Twain, intitolata "The Mysterious Stranger", come osserva Katherine Krumme "si dice sia stata influenzata dalla storia dell'infanzia di Tesla in Austria-Ungheria". Per Nikola Tesla Mark Twain valse quasi come una figura paterna anche se Robert Lomas nel suo libro osserva che "Samuel Clemens (Mark Twain) era probabilmente la figura che più si avvicinava a quella di un confidente, ma la loro amicizia era frenata dall'adorazione di Tesla nei confronti dello scrittore (...)" (op. cit.). Certo è che la morte di Mark Twain, avvenuta nel 1910 colpì profondamente l'inventore serbo, già amareggiato per il crescente abbandono di un mondo che poco si metteva "in risonanza" con i suoi ideali di pace e di benessere "gratuito" per tutti. Eppure Mark Twain non "abbandonò" mai il suo amico Nikola Tesla, neppure dopo essere passato a miglior vita. Katherine Krumme riporta a questo proposito un fatto commovente, e cioè di come nel Gennaio del 1943 Nikola Tesla, negli ultimi giorni della sua vita (Tesla morì povero e ormai abbandonato da tutti il 7 gennaio 1943), mandò un fattorino con una busta chiusa indirizzata a "Mr. Samuel Clemens, 35 South Fifth Ave., New York City". Ma il fattorino riportò indietro la busta, spiegando che non c'era nessun Mr Clemens a quell'indirizzo, e così Tesla lo informò: "Mr. Clemens è un autore molto famoso che scrive sotto il nome di Mark Twain, e non dovresti avere problemi a trovarlo all'indirizzo che ti ho dato. Egli vive lì". Ma quando il fattorino, dopo una ricerca all'ufficio postale, comunicò a Tesla che Samuel Clemens - Mark Twain era morto da qualche anno, Tesla Rispose: "Non osate dire che Mark Twain è morto. Stava nella mia stanza, qui ieri sera. Era seduto su quella sedia e ha parlato con me per un'ora. Lui sta avendo difficoltà finanziarie e ha bisogno del mio aiuto. Quindi torna subito a questo indirizzo e recapita la busta - e non tornare prima di averlo fatto". E se questo epilogo suona un po' come un espisodio di "Ai confini della realtà" scritto dall'indimenticabile Rod Serling, c'è ancora un pizzico di magia che può far pensare a quanto certe vite di "uomini illustri" siano quasi "predestinate". Samuel Clemens, alias Mark Twain, scrisse infatti nel 1909: "Sono arrivato con la Cometa di Halley nel 1835. Sta arrivando di nuovo il prossimo anno, e io mi aspetto di andare via con lei. Sarebbe la più grande delusione della mia vita se non me ne andassi via con la Cometa di Halley. L'Onnipotente ha detto, non c'è dubbio: 'Adesso qui ci sono questi due fenomeni inesplicabili, sono arrivati insieme, se ne devono andare via insieme" (http://is.gd/eUzKmH). Nel 1985 lo United States Postal Service ha emesso un francobollo che vede Mark Twain cavalcare la Cometa di Halley per celebrare il ritorno della cometa (1986) e quindi il 150esimo anniversario della nascita dello scrittore (ecco la foto http://is.gd/LMjQ8C).

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