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Jorge Luis Borges, la moglie: "Non utilizzerebbe le nuove tecnologie"

Google omaggia con un "doodle" Jorge Luis Borges ma che cosa penserebbe lo scrittore delle nuove tecnologie? Certamente non gli piacerebbero, almeno a quanto dice la sua discepola e moglie María Kodama: "Borges se fosse vivo oggi non utilizzerebbe le nuove tecnologie". Altro che Google.

Google offre ai naviganti un nuovo "doodle" dedicato ad uno dei massimi scrittori del '900, Jorge Luis Borges, un genio letterario (ma non solo) amato un po' da tutti, come raramente accade per le menti brillanti. Da Umberto Eco alla studentessa un po' civettuola, tutti amano e hanno amato Borges e non passa giorno che migliaia di "lettori" inzuppino bigliettini, tasti e pennini (quelli dei pennini sono però davvero pochi) nei suoi aforismi e nelle sue poesie. Non a caso i "lettori" sono "tra virgolette", proprio perché lo stesso Borges era cosciente della loro "rarità" dato che affermava: "A volte credo che i buoni lettori siano cigni anche più tenebrosi e rari che i buoni autori. Leggere, per intanto, è un'attività successiva a quella di scrivere: più rassegnata, più civile, più intellettuale". Inutile in queste poche righe descrivere la biografia del maestro argentino o le sue preziose opere, dato che, proprio oggi, grazie al doodle di Google, si terrà il "festival del copia e incolla" soprattutto da Wikipedia e dalle rare fonti in italiano che parlano dello scrittore argentino. Quello su cui invece possiamo riflettere, se vogliamo un po' "borgesianamente", è: se Jorge Luis Borges fosse vivo, che ne penserebbe di Google? Che penserebbe lo scrittore de "L'Aleph" dei social network? Come giudicherebbe il linguaggio "mutante" della rete? Borges starebbe oggi come Vasco Rossi a giocare con l'effetto Larsen di Facebook, oppure condannerebbe il continuo cinguettare proprio dell'Uomo 2.0? Che cosa avrebbe detto questo "Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana" (Borges era anche questo) di un "motore di ricerca" come Google che dedica al 112esimo anniversario della sua nascita un prestigioso restyling del suo logo? Ovviamente Borges non può rispondere, nemmeno da un "moratorium" della fantasia di Philip K. Dick, altra "vittima eccellente" del fascino del maestro argentino, ma c'è María Kodama, classe 1937, amica, "segretaria" ma soprattutto vedova di Borges (dopo un matrimonio "per procura" poco prima che lo scrittore morisse) che è autorizzata a farlo. María Kodama è infatti la proprietaria dei diritti delle opere di Borges e presiede la Fondazione Internazionale Jorge Luis Borges a Buenos Aires. María Kodama qualche giorno fa, in una conferenza all'Università Internazionale Menéndez Pelayo di Santander, dove partecipava al Seminario "Borges rivisitato dopo 25 anni della sua morte" è stata molto chiara sul rapporto Borges-nuove tecnologie. "Se fosse vivo oggi Borges non utilizzerebbe le nuove tecnologie" rivela Kodama perché, spiega la scrittrice e traduttrice argentina, non aveva nemmeno la televisione e l'ultima volta ce si sarebbe seduto di fronte era quando l'uomo ha raggiounto la luna. Proprio per questo Borges, spiega la vedova, non sarebbe d'accordo nemmeno con la "distorsione" del linguaggio tipica degli sms, dove il linguaggio si riduce ad un insieme di abbreviazioni e segni. Kodama è sicura che il giudizio di Borges sarebbe questo nei confronti dei "nuovi media" per ciò che il marito "diceva rispetto ai media che erano in uso quando era ancora in vita". La discepola di Borges si lamenta poi del classico difetto della rete, dove, nel suo "copia e incolla infinito", è facile perpetuare strafalcioni e inesattezze che rendono la rete paradossalmente simile al gioco infantile del "telefono senza fili". Ci sono molte inesattezze su Internet, segnala Kodama "che devono essere corrette", e porta ad esempio uno dei titoli dei libri di Borges che da "El jardín de senderos que se bifurcan" diventa "El jardín de los senderos que se bifurcan" con quel "los" in più che, sottolinea la scrittrice, "dava molto fastidio" anche a suo marito perché "contraddice" il significato del libro. Intanto Jorge Luis Borges continua a fiorire nella cultura mondiale a ben 112 anni dalla sua nascita (Buenos Aires, 24 agosto 1899 – Ginevra, 14 giugno 1986) e, come una resistente parietaria, lo fa sia nella rete sia nel mondo reale. Anche il bravo scultore Raúl Farco nel patio della Casa della Cultura a Buenos Aires (nell'ambito dei festeggiamenti per Buenos Aires Capitale Mondiale del Libro 2011) omaggia lo scrittore argentino con un un albero di "corteccia metallica" alto quasi sette metri che si compone di 25 libri di pietra con incise frasi di Jorge Louis Borges.

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