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Hertz, Google e l'elettrosmog

Hertz è oggi sulla cresta dell'onda con il doodle Google, ma dai posteri Heinrich Rudolf Hertz sarà forse celebrato come "padre dell'elettrosmog".

Google celebra Hertz con un doodle che descrive una tipica "onda hertziana", colonna "portante" della società dell'informazione, celebrata oggi come non mai dai suoi attori principali. I computer che macinano Mega Hertz infatti, cantano le lodi dell'elettromagnetismo non badando a frequenze.
E mentre l'algido coro intona melodie elettriche, cantando lodi e litanie su Hertz, Volta, Ampère, Gilbert, Henry, Ohm, Faraday (ma alcuni server, come sempre, dimenticano Tesla), un altro coro, meno potente, ma assolutamente drammatico, si leva dagli esseri umani.
Nel giorno in cui Google ricorda il 155esimo anniversario della nascita di Heinrich Rudolf Hertz, che "per primo dimostrò l'esistenza delle onde elettromagnetiche con un apparato di sua costruzione, il dipolo hertziano, in grado di emettere onde radio" (ecco la biografia di Wikipedia su Hertz http://it.wikipedia.org/wiki/Heinrich_Rudolf_Hertz), non si può non ricordare il problema dell' elettrosmog (http://is.gd/vqa2sG).
L'elettrosmog è un problema scottante (a volte letteralmente, per i malati di elettrosensibilità) e rappresenta un tipo di inquinamento "hertziano" di cui pochi sono consapevoli. Basti pensare che le radiazioni elettromagnetiche prodotte dall'uomo (EMR) superano di milioni di volte la radiazione di fondo naturale. Come scrive la Rete No Elettrosmog Italia (http://e-smogfree.blogspot.com/) "Mentre alcune fonti EMR artificiali sono falsamente commercializzate come 'verde', tutti indipendentemente producono effetti negativi biologici e sanitari. Gli effetti marcatamente peggiorano con l'esposizione prolungata o in combinazione con fonti aggiuntive, quali quelle chimiche, tossiche o i metalli. Intensità di radiazione MW nelle aree urbane può essere più di un trilione di volte superiore ai livelli di fondo naturali".

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