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Gregor Mendel e la genetica: dai piselli al Creso, il grano "nucleare"

Gregor Mendel e i suoi piselli nel doodle di Google ricordano il 189esimo anniversario della nascita del "padre della genetica". E grazie alle Leggi di Mendel e ai suoi studi che oggi possiamo gustare un bel piatto di pasta di grano nato dall'irradiazione nucleare. Per il "miglioramento genetico".

Oggi Google mostra un "doodle" a base di baccelli e piselli. Sfiorando il logo con il mouse si comprende che Google ha voluto modificare temporaneamente il suo logo per celebrare il 189esimo anniversario della nascita di Gregor Mendel (nato il 20 luglio 1822 ad Hyncice, ora Repubblica Ceca), a buon diritto riconosciuto come il "padre della genetica". Il binomio Mendel-piselli tornerà subito alla mente anche di chi non è più fresco di studi "elementari", dato che l'illustre e tenace ricercatore, frate agostiniano, scelse proprio i piselli per comprendere i meccanismi dell'"ereditarietà".

Gregor Mendel scelse i piselli per il fatto che il sistema riproduttivo di questa specie vegetale è relativamente semplice da "gestire" tramite impollinazione e i risultati "ereditari" sono visibili ad occhio nudo (colore, forma, liscio, rugoso, ecc.). Gregor Mendel nei suoi anni di esperimenti si servì di quasi 30mila piante di pisello, cosciente che i "risultati" dell'ereditarietà, essendo statistici, hanno bisogno di grandi numeri per "rivelarsi". Il frate agostiniano nel 1865 presentò pubblicamente le sue teorie ma, come spesso succede, i contemporanei sostanzialmente non capirono il senso della scoperta che quindi si "perse" in una quarantina di copie saggio, pubblicate l'anno dopo, che Mendel ebbe cura di spedire agli scienziati europei più famosi dell'epoca. Le scoperte di Gregor Mendel e le famose "Leggi di Mendel" che ne derivano, sono spiegate in modo molto semplice e interessante in queste schede a cura di Gigliola Merante, su matematicaweb.it.

Gli studi di Mendel furono fortunatamente "riscoperti" attorno al 1900 quando altri scienziati (Carl Correns, Hugo de Vries, and Erich von Tschermak) che studiavano sullo stesso argomento, si accorsero dei lavori precedenti di Mendel accreditandogli la primogenitura della scoperta riguardo l'"ereditarietà". Mendel diventa il "padre della genetica" addirittura prima che questa scienza fosse "inventata". Già, perché Gregor Mendel parlava di "elementi" e di caratteri ereditari ma mai di "geni". Per ascoltare "termini moderni" a cui siamo abituati bisognerà aspettare la "genetica" di William Bateson e il "gene" di Wilhelm Johannsen, ma il monaco agostiniano è senz'altro il precursore e il pioniere di una scienza che ancora non aveva nome. Una scienza, la genetica, appunto, fortunata branca della biologia, che oggi fa parte delle nostre vite, così come delle nostre speranze e delle nostre paure.

E la "vocazione agricola" della genetica non si è mai spenta, continuando negli anni, e bisogna "ringraziare" quei piselli di Mendel se oggi, anche sulla nostra tavola, ci sono alimenti che "prima" non esistevano. Alimenti che cioè sono "mutati" geneticamente. La scienza progressivamente ha affinato "tecniche di miglioramento genetico" che mettono anche in gioco l'irradiazione nucleare. La nostra ENEA, alla Casaccia, è pioniera nel campo delle mutazioni genetiche tramite "irradiazione" per il "miglioramento genetico delle specie agricole". E' ad esempio il caso di un brevetto del 1975 (ecco qui la scheda tecnica) che ha rivoluzionato l'agricoltura italiana; si tratta del grano "Creso" ovvero una "variante di frumento ottenuta artificialmente dal Cappelli originale per irradiazione e oggi largamente diffusa in Italia" (da Wikipedia).


Scrive l'ENEA a proposito del grano Creso: "Gli esperimenti consentirono di selezionare il 'grano Creso', una nuova varietà con piante basse e vigorose, iscritta nel 1974 nel Registro Nazionale delle varietà di grano duro. Questa pianta è stata definita 'responsabile di una vera e propria rivoluzione agricola in Italia' tanto che , ad oltre 36 anni dalla sua registrazione, il Creso è coltivato nel nostro Paese su un'area superiore al 20% della superficie totale a grano duro. L'ascesa del Creso è stata irresistibile e non si esagera nell'affermare che in pratica tutti gli italiani hanno mangiato pasta fatta con il Creso da oltre un ventennio". Per coloro che fino ad oggi ignoravano che dentro al piatto poteva esserci questo miracolo agricolo generato per "irradiazione", è utile leggera ancora qualche riga da un'altra pagina dell'ENEA: "Il brevetto del grano Creso fu registrato dall'allora CNEN, oggi ENEA, nel 1974 ed ebbe subito un'ampia diffusione, soprattutto in Italia. I primi studi iniziarono nel 1958, nel Centro Ricerche Casaccia sotto la guida del Prof. Gian Tommaso Scarascia Mugnozza, illustre genetista, recentemente scomparso. Scarascia Mugnozza dette un forte impulso alla ricerca sul miglioramento genetico delle specie agricole, ispirando gli sviluppi successivi delle biotecnologie". Recentemente si è tenuto a Roma un workshop molto interessante dal titolo "Dalla ricerca nucleare alla produzione agro-alimentare: il caso del grano Creso".


E il Commissario dell'ENEA Giovanni Lelli, proprio in apertura del convegno, sottolineava che: "Da più di venti anni gli italiani mangiano pasta fatta con il grano duro Creso, una varietà di grano ottenuta grazie agli esperimenti condotti nei laboratori ENEA sugli effetti delle radiazioni sulle piante". E così, oltre al doodle di Google si potrà oggi, a computer spento, festeggiare Gregor Mendel contemplando il proprio piatto di spaghetti, magari impastati con farina di grano Creso e conditi con un sugo di piselli tanto cari al monaco agostiniano. Poi, per la digestione, consigliamo di leggere con attenzione queste "slide" dell'ENEA in pdf ("L'uso pacifico dell'energia nucleare in Casaccia e la nascita del grano Creso: i 36 anni del brevetto ENEA" di Luigi Rossi) con delle belle (e per alcuni versi inquietanti) foto d'epoca.

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