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Google ricorda Mary Leakey e il Papa spiega Adamo ed Eva nella Genesi

Google ricorda Mary Leakey, il Papa spiega Adamo ed Eva nella Genesi. Una giornata densa del "ricordo" del nostro passato ma sicuramente, non del ricordo dei "nostri antenati". Dato che la scelta tra Adamo ed Eva e gli ominidi è una questione di fede. O nella scienza, o nella Chiesa. Anche se l'impronta fossile scoperta da John T. Reid è uno zampino da non sottovalutare.

Mary Leakey ha l'onore di essere immortalata in un doodle di Google per la scoperta di file di impronte fossili lasciate da ominidi bipedi. In un nostro articolo "Mary Leakey e il mistero dell'orma di scarpa del Triassico" si mettono queste famosissime impronte, simbolo dell'archeologia "ortodossa", di fronte alla misteriosa scoperta di un'impronta fossile risalente al Triassico. Il fatto stupefacente (a parte il Triassico, ne sono trovate anche "inspiegabili" nel Giurassico, etc) è che le impronte che vengono ricordate sono di una suola di una scarpa cucita. Spiega il sommario dell'articolo: "Mentre Mary Leakey, archeologa inglese, scoprì impronte fossili di piedi nudi, un ingegnere minerario e geologo si imbattè, qualche anno prima, nell'orma di una suola di una scarpa risalente al Triassico. Eppure per l'archeologia ufficiale il primo ominide fu l'Homo habilis di Mary Leakey". La suola scoperta da John T. Reid, negli anni '20 è solo uno dei centinaia di esempi di come la "cronologia ufficiale" dell'evoluzione dell'uomo sia sempre stata messa in discussione da "elementi" che la scienza ufficiale "non può accettare" perché semplicemente "assurdi". Una posizione che a qualcuno ricorderà, mutatis mutandis, l'ostinatezza della casta degli orangutan ne "Il Pianeta delle scimmie". Ed è interessante come proprio oggi, mentre Google celebrava Mary Leakey e i suoi ominidi, Papa Benedetto XVI si soffermasse nell'Udienza Generale sulla parte del Credo che dice "Creatore del cielo e della terra", con una meditazione sulla Genesi biblica.

Il Santo Padre ricorda che "La Bibbia non vuole essere un manuale di scienze naturali" ma la sua "stabilità" e "credibilità" millenaria è certamente degna, anche per chi non crede, di rispetto e di studio (e spunto) scientifico. Papa Benedetto XVI, insigne teologo, spiega quindi la relazione tra Dio e i primi due uomini, Adamo ed Eva, nel Giardino. Dice il Santo Padre: "Nei primi capitoli del Libro della Genesi troviamo due immagini significative: il giardino con l'albero della conoscenza del bene e del male e il serpente (cfr 2,15-17; 3,1-5). Il giardino ci dice che la realtà in cui Dio ha posto l'essere umano non è una foresta selvaggia, ma luogo che protegge, nutre e sostiene; e l'uomo deve riconoscere il mondo non come proprietà da saccheggiare e da sfruttare, ma come dono del Creatore, segno della sua volontà salvifica, dono da coltivare e custodire, da far crescere e sviluppare nel rispetto, nell'armonia, seguendone i ritmi e la logica, secondo il disegno di Dio (cfr Gen 2,8-15)". Papa Benedetto XVI spiega poi la figura del serpente: "Poi, il serpente è una figura che deriva dai culti orientali della fecondità, che affascinavano Israele e costituivano una costante tentazione di abbandonare la misteriosa alleanza con Dio. Alla luce di questo, la Sacra Scrittura presenta la tentazione che subiscono Adamo ed Eva come il nocciolo della tentazione e del peccato. Che cosa dice infatti il serpente? Non nega Dio, ma insinua una domanda subdola: «È vero che Dio ha detto "Non dovete mangiare di alcun albero del giardino?"» (Gen 3,1). In questo modo il serpente suscita il sospetto che l'alleanza con Dio sia come una catena che lega, che priva della libertà e delle cose più belle e preziose della vita. La tentazione diventa quella di costruirsi da soli il mondo in cui vivere, di non accettare i limiti dell'essere creatura, i limiti del bene e del male, della moralità; la dipendenza dall'amore creatore di Dio è vista come un peso di cui liberarsi. Questo è sempre il nocciolo della tentazione". Riepilogando, oggi Google ha "celebrato" con un doodle le impronte degli ominidi di Mary Leakey, mentre il Santo Padre Papa Benedetto XVI si è soffermato sulla Creazione e sulla caduta di Adamo ed Eva. Quel che metterà d'accordo credenti e non credenti è sicuramente che le orme trovate da Mary Leakey non appartenevano ad Adamo ed Eva.

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