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Giornata Mondiale dei diritti dei bambini, ma non per gli USA

Oggi Google ricorda, attraverso il doodle (restyling del logo), che il 20 novembre cade la ricorrenza della "Giornata Mondiale dei diritti dei bambini" sancita con la "Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia", ratificata da tutti tranne che da USA e Somalia.

Oggi Google ricorda, attraverso il suo doodle (restyling temporaneo del logo), che il 20 novembre cade la ricorrenza della "Giornata Mondiale dei diritti dei bambini".
Il 20 novembre 1959, infatti, l'Assemblea Generale dell'ONU, su proposta della "Commissione per i diritti umani", adotta la "Dichiarazione dei diritti del bambino", successivamente revisionata il 20 novembre 1989, quando ad essa ha fatto seguito la "Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia", ratificata dall'Italia con legge del 27 maggio 1991, n. 176, depositata presso le Nazioni Unite il 5 settembre 1991.
In realtà la "Dichiarazione dei diritti del bambino" del 1959 non sancisce nessun diritto, visto che "non ha valore giuridico nel diritto, e tantomeno nel diritto internazionale, ma impegna i Paesi membri soltanto da un punto di vista morale", come spiega anche Wikipedia.
La "Dichiarazione dei diritti del bambino" nasce (come idea) per amplificare il diritto abbozzato nel 1948 nella "Dichiarazione Universale dei diritti dell'uomo" ma ancor prima fu redatta nel 1924 dalla Società delle Nazioni "in seguito alle devastanti conseguenze che la Prima guerra mondiale produsse in particolare sui bambini".
La "Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia" del 1989 "costituisce uno strumento giuridico vincolante per gli Stati che la ratificano - come spiega l'UNICEF, obbligando gli Stati - a uniformare le norme di diritto interno a quelle della Convenzione e ad attuare tutti i provvedimenti necessari ad assistere i genitori e le istituzioni nell'adempimento dei loro obblighi nei confronti dei minori" E infatti la Convenzione è stata ratificata da tutti i Paesi (193) con eccezione però della Somalia e, incredibilmente, degli Stati Uniti.
Gli USA, infatti, visti da tutto il mondo occidentale come baluardo di libertà e democrazia, hanno firmato la Convenzione sotto la presidenza di Bill Clinton ma poi non l'hanno ratificata perché il documento "proibisce la possibilità di condannare a morte per un crimine commesso prima di compiere 18 anni" e "questo tipo di pena è ancor oggi in vigore in alcuni Stati americani", come si legge anche su Wikipedia. Gli Stati Uniti, inoltre possono condannare all'ergastolo un minore, cosa vietata invece dalla Convenzione.
Con la "Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia" il bambino, infatti, "non è più minus habens, protetto per la sua immaturità, ma uomo in fieri, portatore di diritti umani fondamentali".

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