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Giorgio Vasari e l'odissea del suo Archivio: da Equitalia a Facebook

Google celebra con un "doodle vasariano" Giorgio Vasari ed il suo genio. Ma non ci sono tutte le "carte in regola" per festeggiare degnamente il grande aretino. Manca all'appello una degna mostra del suo Archivio che, ancora oggi vive una vera e propria odissea.

Oggi Google festeggia il grande aretino Giorgio Vasari che non ha bisogno di presentazioni: architetto, pittore, massimo storico dell'arte, nasce ad Arezzo proprio oggi, 30 luglio (del 1511) e Google difatti, con il suo "doodle", ovvero il restyling temporaneo del suo logo, ne celebra il 500esimo anniversario dalla nascita. Grandi festeggiamenti in tutta Italia, si apre infatti uno storico "Anno Vasariano", anche se con un po' di amaro in bocca per via dell'Archivio del grande maestro toscano. Come scriveva "ilsitodifirenze.it" intervistando il presidente del consiglio comunale fiorentino Eugenio Giani, "non è stato tuttavia possibile (...) organizzare in nome dell'artista eventi gemellati con l'altra patria di Vasari, Arezzo (dove l'autore delle 'Vite' nacque nel 1511): 'la situazione di difficoltà legata al contenzioso sulla cessione dell'archivio dell'artista - ha spiegato - ha reso impossibile che questo progetto potesse realizzarsi' " (http://is.gd/6heKM5). Molti avranno sentito parlare di questo Archivio quando era stato pignorato nientemeno che da Equitalia (http://is.gd/alnB7j) oppure quando questa raccolta di documenti del Vasari era prossima ad essere venduta (si diceva per 150 milioni di euro) ad un imprenditore russo. Ma che cosa è questo Archivio? Lo spiega sinteticamente il Corriere della Sera: "L'archivio Vasari è composto da 31 filze (altre tre si trovano negli USA) che contengono carteggi di grande importanza storica e artistica. Dagli scambi epistolari con Annibal Caro, traduttore dell'Eneide, a quelli con i pontefici Paolo III, Giulio III, Paolo IV, Pio IV e Pio V. Ci sono ben 17 manoscritti autografi di Michelangelo, inediti" (http://is.gd/BH7yc6). L'odissea dell'Archivio Vasari, oggi di proprietà degli eredi del conte Giovanni Festari (Tommaso, Francesco, Antonio e Leonardo), ha attraversato parecchie vicissitudini che meritano, per gli appassionati di arte e di "avventura", una ricostruzione paziente e organica, magari partendo dall'archivio de "La Nazione" (lanazione.it), quotidiano di Firenze. Basta cercare la parola chiave "Archivio Vasari" e, ovviamente, avere pazienza di andare a ritroso nel tempo. Così si scoprirà una vera e propria "soap-opera" per prendere uno dei titoli del quotidiano ("Intrigo Vasari Soap-opera alla scena madre" http://is.gd/jboIFy) con personaggi e interpreti degni di un film. C'è il "misterioso" compratore russo Vassily Stepanov, ci sono "blitz" e colpi di scena, solenni dichiarazioni ministeriali ("Galan: 'Ecco i soldi per Vasari' la svolta per l'Archivio" http://is.gd/FoKYcJ) e la relativa interrogazione parlamentare dei deputati Donella Mattesini e Manuela Ghizzoni ("Il Ministro chiarisca come intende acquistare l'Archivio Vasari" http://is.gd/ZK0Lwf). Ma per ora manca il gran finale, per la verità annunciato recentemente proprio dai fratelli Festari, e che il mondo si aspettava per l'anniversario della nascita del grande aretino. A questo proposito è interessante leggere un articolo su "Arezzoweb.it" che svelava a maggio l'intenzione dei Festari: "Metteremo in mostra l'Archivio Vasari" e che riportava lo storico annuncio: "Vogliamo fare un dono alla città in occasione dell'Anno Vasariano - hanno sottolineato - Ma vogliamo anche precisare che non abbiamo mai ricevuto alcuna richiesta per esporre l'Archivio" (http://is.gd/2JIqYe). Su "La Nazione", il 17 Giugno si leggeva ancora: "Festari, blitz a sorpresa L'obiettivo è la mostra" (http://is.gd/PxlwTw). Ma della mostra, purtroppo, per ora non si sa niente. E a giudicare da quello che si legge su eosarte.eu, la strada sembra essere ancora molto in salita visto che la Soprintendente archivistica della Toscana Toccafondi afferma che "senza la nostra autorizzazione non ci sarà nessuna mostra", rivelando però al sito: "Stiamo lavorando a un progetto di digitalizzazione per rendere le carte fruibili a studiosi e ricercatori ma senza danneggiarle (...). Inoltre proprio per le celebrazioni dell'anno vasariano, che ad Arezzo si terranno a settembre, stiamo pensando di organizzare insieme con la Soprintendenza aretina alcune iniziative per la valorizzazione dell'Archivio. Un atto non solo auspicabile ma anche dovuto" (http://is.gd/3on938). Chissà se un giorno l'Archivio Vasari, digitalizzato, si potrà consultare su Google, magari facendo clic su un "doodle vasariano" creato per l'occasione storica. Intanto internet come sempre si organizza. Su Facebook c'è un gruppo che da subito si è mobilitato per salvaguardare l'Archivio ("Mobilitiamoci per salvare l'Archivio di Giorgio Vasari 1511 - 1574") che conta ben 2501 membri (e sono davvero tanti perché Vasari non è Justin Bieber). Lo strillo in bacheca parla chiaro: "L'Archivio di Giorgio Vasari è 'Patrimonio dell'Umanità', quindi deve restare nel luogo deputato: la sua Città di nascita, Arezzo e quindi, in Italia!" (http://is.gd/l6ZhYz).

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