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Fullerene e nanotecnologia: forse pericoloso come l'amianto

Studi e ricerche sembrano dimostrare che il fullerene sia nocivo per l'organismo e forse pericoloso come l'amianto, se applicato nel campo delle nanotecnologie. Oggi Google celebra il 25esimo anniversario della scoperta di questa molecola composta interamente di carbonio.

Oggi Google celebra il 25esimo anniversario della scoperta del fullerene, una molecola composta interamente di carbonio, che valse il Premio Nobel della Chimica ai suoi scopritori (Kroto, Curl e Smalley).
Il fullerene viene usato in medicina ma anche come lubrificante di automobili e moto, e nel campo delle nanotecnologie.
Il fullerene è conosciuto per lo più in ambito medico per la cura del cancro, anche se diversi studi sottolineano che la molecola potrebbe invece essere nociva. La ricerca più conosciuta è quella condotta da Eva Oberdörster e pubblicata nel 2004 sul "New Scientist" che dimostra come mettendo del fullerene in acqua in concentrazione pari a 0,5 ppm (parti per milione), la spigola utilizzata per l'esperimento dopo sole 48 ore subisce dei danni cellulari nel tessuto del cervello nonché patologie legate al fegato, quali per esempio infiammazioni.
Il fullerene, come anticipato, viene studiato anche per applicazioni nanotecnologiche perché ha una grossa resistenza termica ed ha proprietà superconduttive.
Sono molte le applicazioni del fullerene in nanotecnologia, e molte di queste partono dall'utilizzo dei nanotubi di carbonio, scoperti per la prima volta dal giapponese Sumio Iijima della NEC Corporation nel 1991.
Produrre i nanotubi è complesso e costoso ma sono già molte le applicazioni pratiche che si stanno studiando per poter sfruttare le sue proprietà. Il New Jersey Institute of Technology, per esempio, ha già annunciato che vi è la possibilità di creare celle fotovoltaiche con i nanotubi di carbonio.
Rimane comunque il fatto che la tossicità del fullerene e delle nanotecnologie applicate ad esso sia ancora argomento dibattuto e in corso di ricerche.
Vi sono degli studi che addirittura evidenziano come alcune tipologie di nanotubi producono "infiammazioni e lesioni ai polmoni simili a quelle dovute all'amianto" (come si legge su Wikipedia che rimanda ad un articolo della BBC), e quindi con il pericolo che l'ingestione o l'inalazione possa portare a delle forme di cancro.

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