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Dian Fossey: il film Gorilla nella nebbia, tra censure ed ecologia

Google rende omaggio con doodle a Dian Fossey ma nel 1988 fu Michael Apted a celebrare la coraggiosa vita della zoologa statunitense. Con il film "Gorilla nella nebbia", tratto dall'omonima autobiografia di Dian Fossey, il regista ha voluto rappresentare sul grande schermo "il trionfo della vita sul pianeta".

Google rende omaggio con doodle a Dian Fossey, ma prima del polifemo di Mountain View a celebrare la coraggiosa vita della zoologa statunitense fu Michael Apted che diresse il film "Gorilla nella nebbia" (Gorillas in the Mist) tratto dall'omonima autobiografia della ricercatrice che lottò "in difesa dei gorilla e del loro habitat naturale" constringendo il governo del Ruanda "a rallentare il processo di disboscamento della foresta, e dunque il processo di distruzione dell'agricoltura" come spiegò il regista in una intervista del 1988 a La Repubblica. In tale occasione Michael Apted svelò anche come intorno al film "Gorilla nella nebbia" si era creata una "sorta di censura sulla descrizione dei personaggi africani e su alcune circostanze della vita di Dian Fossey", con il regista che per esempio "ha dovuto attentamente nascondere alla popolazione locale la scena in cui una donna vende la mano di un gorilla al mercato del paese, per non destare sospetti che il commercio dei gorilla possa essere lucrativo, e disfare così proprio ciò contro cui Dian Fossey aveva lottato fino alla morte". Il film "Gorilla nella nebbia" non si è però voluto far diventare un "thriller tipo: chi ha ammazzato Dian Fossey?" perché Michael Apted, precisa sempre nell'intervista di Silvia Bizio, ha invece caparbiamente raccontato attraverso una "angolatura dura e realistica" la "lotta di Dian Fossey" che "segna il trionfo della vita sul pianeta", indugiando soprattutto sul "livello ecologico della storia".

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