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Akira Yoshizawa e l'origami di Hiroshima

Akira Yoshizawa e Sadako Sasaki. Uno il maestro indiscusso degli origami, l'altra la bambina che, con gli origami, voleva ingraziarsi gli dei per sopravvivere alla bomba sganciata su Hiroshima.

Akira Yoshizawa, indiscusso maestro di origami giapponese è il protagonista del doodle di Google di oggi.
Per origami si intende l'arte di piegare la carta dato che in giapponese "ori" significa "piegare" mentre "kami" è appunto la "carta".
Akira Yoshizawa nasce il 14 marzo del 1911 e muore il giorno del suo compleanno 94 anni dopo, nel 2005, quasi a ripercorrere il senso shintoista del ciclo vitale a cui l'arte dell'origami fa tradizionalmente riferimento.
Akira Yoshizawa nasce a Kaminokawa, nella prefettura di Tochigi ma da ragazzino si trasferice a Tokyo per lavorare in una fabbrica.
Yoshizawa fa carriera, diventa disegnatore tecnico dell'azienda e gli viene chiesto di insegnare la geometrica ai dipendenti appena assunti.
Il maestro degli origami ricorda allora la passione che aveva segnato la sua prima infanzia, cioè quella del "piegare la carta" e usa la tecnica degli origami a fini didattici per la formazione aziendale.
Questo incarico rappresenta la svolta nella biografia di Yoshizawa, tanto che poco tempo dopo abbandona la fabbrica per dedicarsi all'arte.
Il suo talento sugli origami è impareggiabile e non solo come creatore e innovatore di nuove "pieghe" ma anche come "evangelizzatore" nella tecnica.
Akira Yoshizawa dal 1950 diventa un artista riconosciuto internazionalmente e viene invitato in tutto il mondo per tenere mostre ed esposizioni. Il trionfo mondiale di Yoshizawa e dei suoi origami è talmente vasto che l'artista fu insignito nel 1983, direttamente dall'Imperatore del Giappone Hirohito, dell'Ordine del Sol Levante. In effetti il merito del protagonista del doodle di Google odierno è stato enorme, soprattutto nel saper trasformare un "passatempo per bambini" in una forma d'arte figurativa con milioni di "praticanti" in tutto il mondo.
Si deve infatti ad Akira Yoshizawa il metodo per la "notazione" degli origami, quello che ha reso "semplice" piegare la carta, sempre per chi abbia un po' di pazienza. Oggi, a prescindere dalla barriera linguistica, chiunque può sfogliare i libri di Akira Yoshizawa e, utilizzando le linee tratteggiate per le pieghe e le frecce che indicano la direzione della piegatura, ci si può divertire a fare almeno i "fondamentali" degli origami.
Chiaramente per diventare un esperto di origami non serve solamente "seguire le linee tratteggiate" o imparare i rudimenti del "wet folding" (il maestro Yoshizawa fu infatti un pioniere del metodo di bagnare la carta prima e dopo la piegatura in modo da ottenere effetti "curvi" e "scultorei" negli origami).
Per creare un origami è necessario avere una grande sensibilità unita a grande pazienza, dato che da una sottile superficie piana quale è la carta, senza forbici, colla e con un unico foglio, si deve riuscire a rendere viva un' illusione, e molte volte anche una speranza.
La storia più bella e commovente che offre la storia degli origami, e che per questo viene sempre associata con Akira Yoshizawa, è senz'altro quella di Sadako Sasaki, la piccola bambina giapponese nata il 7 gennaio del 1943 e morta il 25 ottobre del 1955.
La storia di Sadako è legata all'abominio della bomba atomica sganciata su Hiroshima (il 6 agosto 1945).
Sadako aveva all'epoca solo un anno e la sua casa si trovava a relativamente poca distanza dal "punto zero" in cui detonò "Little Boy".
Cresciuta esile ma piena di energia, Sadako Sasaki si ammalò a 12 anni di leucemia, a causa delle radiazioni della bomba.
Per non morire Sadako decise di piegare mille gru di carta. Si ricordò infatti dell'antica leggenda nipponica che vuole gli dei esaudire un desiderio a colui che riesce a piegare mille gru di carta.
Per gru, è bene sottolinearlo in questi tempi culturalmente incerti, si intende l'uccello (Grus grus) e non l'"attrezzatura di carico e scarico" che si può ammirare nei cantieri. Così Sadako cominciò a piegare gli origami, con ogni pezzetto di carta che riusciva a trovare in ospedale dove era ricoverata, comprese le scatole di farmaci. Purtroppo la bambina morì dopo aver piegato 644 gru di carta, anche se altri riportano, meno romanticamente, che ne avrebbe piegato oltre mille senza ottenere ascolto dagli dei.
Sadako Sasaki, uccisa dalle radiazioni del primo bombardamento atomico della storia, è oggi simbolo di speranza e di determinazione.
Ogni anno migliaia di origami di gru vengono fatte volare sul monumento a lei dedicato ad Hiroshima , dove si legge in calce: "Questo è il nostro pianto. Questa è la nostra preghiera. Pace nel mondo".
E grazie al metodo di Akira Yoshizawa tutti oggi, complice il doodle di Google, si possono cimentare nel piegare una gru di carta, seguendo le semplici istruzioni in questo PDF (http://is.gd/Ea6AId).
Solamente in questo modo, cioè prendendo un foglio di carta e cominciando a "piegare", si può comprendere quanto sia stato difficile per Sadako dare vita a mille gru di carta.

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