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Violenza sulle donne parte dalle bambine: "crimine contro l'umanità"

Terre des Hommes presenta in anteprima la ricerca "Violenza contro giovani donne: una violazione dei diritti umani" realizzata per l'organizzazione dallo studio Paul Hastings.

Il 25 novembre ricorreva la "Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne". Il mondo contemporaneo, ipocritamente colmo di "giornate celebrative", persino accavallate tra loro, sembra però non così bravo a tradurre in realtà (quindi in leggi e prassi), le buone intenzioni a cui dedica i suoi 365 giorni. Solamente in Italia, il 25 novembre scorso, ad esempio, il femminicidio era a "quota" 115 vittime, e come ricordavano in una lettera aperta le donne di Rifondazione Comunista di Viterbo "dal 2005 sono state 896 le donne uccise da partner, ex partner, padri, fratelli, 120 solo in questo 2012, una ogni tre giorni" . E tra le donne, le vittime di violenza per cui "lo Stato italiano è stato fortemente redarguito dalle Nazioni unite per il suo scarso e inefficace impegno nel contrastare la violenza maschile nei confronti delle donne" ci sono anche, come si continua a leggere nella lettera aperta, forti preoccupazione "per l'elevata prevalenza della violenza nei confronti di donne e bambine, italiane, migranti, Rom e Sinte". Donne vittime di violenza sin da bambine, quindi, in Italia, come ovunque nel mondo. Il 29 novembre 2012 Terre des Hommes ha presentato alla conferenza internazionale del Consiglio d'Europa "Il ruolo della Cooperazione Internazionale nel combattere lo sfruttamento e l'abuso sessuale dei minori" presso il Ministero deli Affari Esteri a Roma la ricerca "Violenza contro giovani donne: una violazione dei diritti umani".

Una ricerca realizzata dallo studio Paul Hastings per Terre des Hommes nell'ambito della campagna "Indifesa" per la protezione dei diritti delle bambine nel mondo. "Indifesa" è un dossier che Terre des Hommes ha presentato poco tempo fa alla presidenza del Consiglio dei Ministri, dove si denunciano "le molteplici le forme di discriminazione e abuso nei confronti delle minori nel mondo". L'obbiettivo è che questo genere di violenza debba essere considerato a tutti gli effetti un crimine contro l'umanità. Come ha affermato Raffaele Salinari, presidente di Terre des Hommes rimane molto da fare anche se "in ambito nazionale, molti Stati hanno introdotto reati specifici per le principali fattispecie considerate dallo studio e che hanno come vittime donne e bambini ed i giudici hanno colmato le lacune esistenti nella normativa nazionale applicando ad alcune fattispecie di reati contro l'umanità non ancora punite in modo specifico dalla legislazione nazionale, le sanzioni previste per altri reati di applicazione generale". Ribadisce ancora Salinari: "In Europa, le azioni intraprese e i programmi attuati nell'area della tutela dei diritti umani devono essere guidati dalla consapevolezza che non esiste alcuna forma di libertà, di sicurezza e di giustizia senza un forte impegno a prevenire e combattere tutte le minacce che compromettono i diritti fondamentali di tutti gli esseri umani".

Il presidente Raffaele Salinari puntualizza il ruolo di Terre des Hommes: "da sempre svolge un'azione di sensibilizzazione delle istituzioni nazionali e internazionali per un continuo miglioramento del quadro legislativo inerente l'infanzia". Nel rapporto dello studio Paul Hastings per Terre des Hommes sostanzialmente emerge, come si legge in una nota dell'organizzazione, che "la lotta alla violenza sulle bambine e le ragazze deve essere una priorità di tutti gli Stati e delle istituzioni internazionali". "L'Unione Europea può offrire un contributo decisivo nel processo di armonizzazione delle differenti tipologie di reato e delle sanzioni minime che gli Stati Membri devono applicare".

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