le notizie che fanno testo, dal 2010

Violenza sulle donne, Rifondazione: Stato italiano redarguito da ONU

Nella Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, le donne del partito della Rifondazione comunista di Viterbo ricordano i dati che in tempi di silenzio "tecnico" non vengono spesso citati. Anche le Nazioni Unite hanno espresso "forte preoccupazione per l'elevata prevalenza della violenza nei confronti di donne e bambine" in Italia.

Il 25 novembre è la "Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne". Violenza che in Italia cresce di pari passo con la decadenza morale del Paese e la diffusione dell'ignoranza eretta a simbolo di spontaneità e simpatia. E così se prima anche solamente "alzare il tono di voce" da parte di un uomo nei confronti di una donna era ritenuto disdicevole e comunque possibile prodromo di un gesto violento, oggi l'asticella dell'educazione e del sapersi comportare si è certamente abbassata, arrivando a ritenere "normali" atteggiamenti e modi di porsi innegabilmente "aggressivi" verso il gentil sesso. L'Italia oggi sta cadendo nel baratro della violenza sulle donne, tanto che è ormai di uso comune il termine specifico di femminicidio. Ad oggi siamo a 115 femminicidi dall'inizio dell'anno, una vergogna per un Paese civile, ed una cartina di tornasole del rapporto uomo-donna nel Bel Paese. Una sintesi emblematica della situazione la danno le donne del partito di Rifondazione Comunista di Viterbo che hanno scritto una lettera aperta a TusciaWeb . "Dal 2005 sono state 896 le donne uccise da partner, ex partner, padri, fratelli, 120 solo in questo 2012, una ogni tre giorni", scrivono le donne di Rifondazione Comunista, "a questo si aggiungano i preoccupanti dati sugli abusi familiari e le violenze sessuali. Il 70% delle vittime di femminicidio aveva denunciato gli aguzzini alle istituzioni preposte, ma lo Stato non le ha protette".

Ma nella lettera si sottolineano alcuni aspetti che, dopo il Governo Berlusconi, con il dibattito volutamente ridotto al lumicino per ragioni "tecniche", nella Giornata mondiale contro la violenza sulle donne forse si preferiscono non ricordare. "Negli ultimi anni, in diversi consessi internazionali, lo Stato italiano è stato fortemente redarguito dalle Nazioni unite per il suo scarso e inefficace impegno nel contrastare la violenza maschile nei confronti delle donne - si legge nella lettera -. Nell'agosto del 2011, il Comitato Cedaw (Comitato per l'implementazione della convenzione per l'eliminazione di ogni discriminazione sulle donne), e nel giugno 2012, la relatrice speciale delle Nazioni unite sulla violenza contro le donne, hanno rivolto allo Stato italiano una serie di raccomandazioni. Entrambi hanno espresso una forte preoccupazione per l'elevata prevalenza della violenza nei confronti di donne e bambine, italiane, migranti, Rom e Sinte; per l'allarmante numero di donne uccise dai propri partner o ex-partner (femminicidi); per il persistere di tendenze socio-culturali che minimizzano o giustificano la violenza domestica; per l'assenza di rilevamento dei dati sul fenomeno, per la mancanza di coinvolgimento attivo e sistematico delle realtà della società civile competenti sul fenomeno per contrastare la violenza; per le attitudini a rappresentare donne e uomini in maniera stereotipata e sessista nei media e nell'industria pubblicitaria".

E' chiaro che in un Paese del genere, con la cultura verso le donne che risente di questi costumi, anche le nuove generazioni di "maschi", se non interverrà un'educazione radicalmente orientata al rispetto del prossimo, in primis se il prossimo è femmina, il futuro dell'Italia rischia di essere di "un rosa molto scuro" come ha osservato sull'argomento Ernest Kattens. Le donne del partito della Rifondazione comunista di Viterbo nella loro lettera non a caso sottolineano: "Ad oggi l'Italia è ancora del tutto inottemperante rispetto agli standard e agli impegni internazionali. Per questo, associazioni di donne e realtà nazionali della società civile che condividono da tempo un forte impegno per contrastare, prevenire e sensibilizzare sul tema della violenza sulle donne e sui diritti umani, hanno elaborato una Convenzione (convenzioneantiviolenza@gmail) condividendo una proposta politica unica, per richiamare le Istituzioni alla loro responsabilità e agli atti dovuti, per ricordare che tra le priorità dell'agenda politica la protezione della vita e della libertà delle donne non possono essere dimenticate e disattese". La valutazione politica delle donne di Rifondazione è quindi questa: "Noi donne comuniste pensiamo che la violenza maschile sia un elemento strutturale della società e che la violenza patriarcale e la violenza di questo sistema siano le due facce di una stessa medaglia. Colpendo le vite delle donne si sferrano continui attacchi contro tutte le differenze. L'obiettivo delle riforme del lavoro, della scuola e dell'università, dei tagli ai servizi primari, è quello di renderci tutte più insicure e precarie e ricacciarci dentro le mure domestiche, ogni giorno teatro di violenze e prevaricazioni. Disposizioni legislative securitarie e repressive recepiscono e allo stesso tempo alimentano soltanto il dilagare di fascismi vecchi e nuovi". Le donne del partito della Rifondazione comunista di Viterbo concludono la loro lettera invitando tutti il 26 novembre presso la sede del Prc in V.Garibaldi 46 alle ore 17 per la visione e la discussione del film di Iciar Bollain, vincitore di 7 premi Goya, "Ti do I miei occhi", augurandosi che "questo 25 novembre 2012, 'Giornata mondiale contro la violenza maschile sulle donne', non sia la solita rituale ricorrenza, con le annesse ipocrite dichiarazioni di solidarietà. Vogliamo che alle parole corrispondano fatti adeguati per fermare la violenza di genere, che è violazione dei diritti umani oltre che problema politico e culturale che ci riguarda tutti".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: