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Se non ora quando? Basta a donne come nudo oggetto di scambio

Il 13 febbraio in tutte le piazze d'Italia si terrà la giornata di mobilitazione delle donne, dal nome "Se non ora quando?", per dire basta all'"ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale". Anche Santoro e Travaglio invitano a partaciparvi.

In una lettera aperta pubblicata su sito di Annozero (http://tinyurl.com/677hzvz), Michele Santoro, Marco Travaglio e Barbara Spinelli spiegano che non si terrà più il presidio sotto il Palazzo di giustizia di Milano "siccome Berlusconi ha annullato la marcia contro i giudici del 13 febbraio, e siccome quel giorno in tutte le piazze d'Italia migliaia di donne manifesteranno contro l'umiliante modello femminile sbandierato dal premier". Il 13 febbraio, infatti, vi sarà una mobilitazione dal titolo "Se non ora quando?" (che prende il nome dal romanzo di Primo Levi) dove nel video che promuove l'iniziativa (http://tinyurl.com/5tvdjw7) l'attrice Angela Finocchiaro spiega che "Questa Italia non è un Paese per donne...Solamente chi è fuori dalla storia può continuare a pensare che le donne corrispondano all'immaginario di vitelloni che non sono capaci né di fare l'amore, né di confrontarsi, né di lavorare al fianco e alla pari con le donne. Vi aspettiamo il 13 per dire: l'Italia è un Paese per donne".
Nella lettera aperta Santoro, Travaglio e la Spinelli invitano quindi "tutti i cittadini, soprattutto quelli che avevano accolto con entusiasmo il nostro appello a presidiare il Palazzo di giustizia di Milano, a confluire, quel giorno, nella grande manifestazione delle donne".
L'iniziativa, a cui hanno già aderito moltissime donne "famose" come Francesca e Cristina Comencini, le scrittrici Silvia Avallone e Michela Murgia, l'on. Pdl Giulia Bongiorno e del Pd Anna Finocchiaro, il segretario della Cgil Susanna Camusso, le attrici Margherita Buy, Laura Morante, Licia Colò, Claudia Mori ma tante altre ancora, tenta di ricordare che la "ricca e varia esperienza di vita" delle donne ora rischia di essere "cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale, offerta da giornali, televisioni, pubblicità".
"Una cultura diffusa propone alle giovani generazioni di raggiungere mete scintillanti e facili guadagni offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno, disposto a sua volta a scambiarle con risorse e ruoli pubblici - si legge sul sito internet dell'iniziativa - Questa mentalità e i comportamenti che ne derivano stanno inquinando la convivenza sociale e l'immagine in cui dovrebbe rispecchiarsi la coscienza civile, etica e religiosa della nazione".
"Così, senza quasi rendercene conto, abbiamo superato la soglia della decenza. Ciò non è più tollerabile" sottolinea l'appello pubblicato sul sito di "Se non ora quando?" (http://senonoraquando13febbraio2011.wordpress.com/).

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