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E se la donna del manifesto PD "Cambia il vento" se le copre le gambe?

Sembra che il manifesto che pubblicizza la Festa dell'Unità non sia piaciuto a tutti, o meglio, a tutte, perché rappresenta una ragazza che si tiene la gonna sollevata dal vento. Qualcuno pare ritenerla offensiva per la dignità delle donne. Ma forse l'interpretazione è un'altra.

E' polemica per il manifesto che pubblicizza la Festa dell'Unità, dell'età PD. Sui cartelloni che invitano a partecipare alla IV Festa democratica, infatti, vi sono rappresentate due gambe di una giovane donna che fa il gesto di tenersi giù la gonna che il vento sta invece cercando di sollevare, stile Marylin Monroe (ma non vestita di bianco, la donna del PD è tutta fuxia, scarpe ballerine comprese) del film "Quando la moglie è in vacanza". Ai piedi della ragazza intenta a non scoprire più di quanto desidera, lo slogan "cambia il vento", che rievoca quello delle vittorie elettorali a Milano e a Napoli. Ma a quanto pare il messaggio non sembra essere piaciuto a tutti, o meglio, a tutte, in particolar modo al comitato "Se non ora, quando?" (anche se sul loro sito non sembra esserci nessun riferimento alla vicenda per ora), lo stesso che il 13 febbraio scorso mobilitò circa un milione di donne per difendere la "dignità delle donne". Come riporta Rainews24, le donne del comitato sarebbero rimaste "stupite e attonite" osservando il manifesto, per "quell'abbinamento fra lo slogan e l'ennesima immagine strumentale del corpo femminile". Sembra che la segreteria del PD di Roma abbia quindi inviato una lettera aperta al comitato "Se non ora, quando?", dove si propone "una discussione pubblica alla festa" affinché possano "confrontarsi in modo libero diversi punti di vista, senza rappresentazioni caricaturali frutto di pregiudizi che banalizzano una discussione seria, dove nessuno pensi che un giudizio critico corrisponda a un moralismo bacchettone e un giudizio positivo ad un'assenza di posizione etica". Nella lettera aperta si ci domanda infatti anche se "un paio di gambe sono automaticamente equiparabili ad un'immagine offensiva o volgare come quelle delle 'olgettine' che circolano sul web", chiedendosi quindi "qual è il confine oltre il quale comincia la mercificazione o l'uso improprio", riflettendo infine se il manifesto può essere davvero considerato così "riprovevole". Partedo dal presupposto che il cartellone "può piacere o non piacere", come conviene anche la segreteria del PD di Roma, qualcuno sembra infatti anche azzardare un'altra interpretazione del messaggio: forse il "vento sta cambiando" proprio perché la ragazza "in fuxia" sta cercando di coprire, e non di scoprire, le gambe.

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