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Speciali terremoto in Friuli: due documentari su Rai Storia, 11 settembre

Du documentari per ricordare il terremoto in Friuli del 1976, in onda l'11 settembre su Rai Storia.

"L'11 settembre 1976, dopo la grande scossa del 6 maggio 1976, due scosse di terremoto scuotono nuovamente il Friuli. Per non dimenticare Rai Storia propone 'Giovedì è stato il terremoto' a cura di Assunta Cannatà, in onda domenica 11 settembre dalle 19.30 e '6 maggio 1976. Terremoto in Friuli' di Antonia Pillosio, in onda alle 19.46" viene annunciato in una nota dalla tv di Stato.

"Il titolo del filmato a cura di Assunta Cannatà è l'incipit di un tema scritto all'epoca del terremoto e letto al microfono da un bambino friulano. - si spiega - È il racconto di quei tragici momenti con le immagini recuperate anche dai 'grezzi' girati allora, e quindi in parte inediti, unitamente alle interviste raccolte dai giornalisti Rai: Maurizio Calligaris e Fulvio Molinari della Sede Regionale, autori dei primi resoconti sul sisma, e poi i grandi inviati nazionali Paolo Frajese, Gianni Minà, Edek Osser, Bruno Vespa, Ezio Zefferi che li affiancarono nelle ore successive. Tutte testimonianze che diventano filo conduttore di questo racconto che ricorda anche il grande lavoro di ricostruzione dei friulani nei mesi e negli anni successivi, un'opera che viene ancora oggi portata ad esempio in Italia e nel mondo."

"Il documentario, firmato da Antonia Pillosio, è costruito sulla base di spunti inediti suggeriti in momenti diversi dal Commissario Straordinario Giuseppe Zamberletti, che ha condiviso con la comunità friulana quei momenti difficili e che ci aiuta a comprendere meglio la calamità che ha segnato la storia moderna del Friuli. - viene invece anticipato - Mille morti, centomila i senzatetto, migliaia le case, le chiese e le aziende distrutte. Ma quello che il documentario vuole raccontare è soprattutto l'impresa straordinaria compiuta dai cittadini friulani che, dopo il sisma, sono riusciti a rimettere in piedi le loro case diventando protagonisti di un'esemplare opera di ricostruzione conosciuta come 'Modello Friuli'. Tra i provvedimenti, il più importante è stato il conferimento della delega dei poteri speciali alla Regione Friuli Venezia Giulia, che ha dato responsabilità agli enti locali, nominando i Sindaci 'funzionari delegati della Regione'. Il Commissario Straordinario Zamberletti ricorda: 'Il trasferire al sindaco la responsabilità di guidare tutte queste fasi operative ha creato un rapporto strettissimo con la gente. Questa è stata secondo me, la decisione che ha rivoluzionato il sistema di Protezione Civile'. 'Cosi inconsciamente - afferma il sindaco Ivano Benvenuti - abbiamo inventato il 'modello Friuli' per affrontare la ricostruzione vera'".

Il Friuli è l'unica regione in Italia ad aver gestito direttamente la tragedia del terremoto: "È stata una ricostruzione efficace e democratica, non calata dall'alto, ma condivisa - sottolinea Paolo Medeossi cronista del Messaggero Veneto. - Fondamentale è stata la solidarietà trasversale tra i partiti politici". Anche la Chiesa si è schierata accanto alle comunità: "Prima nelle tende poi seguendo l'esodo dei terremotati al mare, e poi al rientro in montagna dentro ai prefabbricati - dichiara monsignor Sergio Di Giusto. - Sono stati fatti dei gemellaggi con altre Diocesi d'Italia, le 'chiese sorelle' come le chiamava l'Arcivescovo Battisti, che hanno portato in Friuli ben sedicimila volontari in aiuto alle popolazioni". "Il terremoto non si può prevedere, ma si può prevenire - afferma invece Salvatore Varisco, Assessore Regionale alla ricostruzione. - Oggi fortunatamente con l'esperienza nostra e quella avvenuta altrove, ci sono le possibilità per prevenire. Si tratta solo di volontà politica".

"Ad arricchire la puntata tantissime immagini delle Teche Rai e altre, che sono state offerte dal Museo Tiere Motus dell'Associazione dei Comuni terremotati e dei sindaci della ricostruzione, presente nel borgo medievale di Venzone. Tra queste, particolari sono le simulazioni in 3D in audio e video della caduta del Duomo di Venzone, presenti nel museo, nella sala del simulatore, a cura del Laboratorio di Interazione Uomo-macchina (HCI Lab) dell'Università di Udine" si riporta infine.

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