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Human: nel doc Yann Arthus-Bertrand racconta le due facce dell'umanità, 19 giugno Rai5

"Cosa vuol dire essere uomini? Prende le mosse da questo interrogativo l'imponente progetto-documentario del fotografo francese Yann Arthus-Bertrand, maestro delle riprese aree. Così è nato il documentario 'Human' che Rai Cultura propone da domenica 19 giugno alle 21.15 su Rai5", espone in un comunicato la Rai.

Cosa vuol dire essere uomini? Prende le mosse da questo interrogativo l'imponente progetto-documentario del fotografo francese Yann Arthus-Bertrand, maestro delle riprese aree, che spiega così il suo lavoro: «Io sono uno, tra sette miliardi di altri uomini. Negli ultimi 40 anni, ho fotografato la bellezza del nostro pianeta e la sua diversità umana. Ma è nei volti, negli sguardi e nelle parole delle persone che ho colto la vera profondità dell'animo umano».
"Così è nato il documentario 'Human' che Rai Cultura propone da domenica 19 giugno alle 21.15 su Rai5. Proiettato fuori concorso all'ultima edizione del Festival di Venezia e presentato all'Onu per i 70 anni delle Nazioni Unite - osserva quindi la tv pubblica -, il documentario offre un grande affresco dell'umanità: oltre duemila interviste in sessantatre lingue, realizzate in due anni di lavoro in sessanta Paesi diversi."
"Nel primo episodio l'indagine di Yann Arthus-Bertrand si concentra sulla complessità - si sottolinea dunque -, e le contraddizioni, della razza umana approfondendo i temi della guerra, del perdono, dell'amore e della famiglia. Il team del regista francese incontra i profughi dei campi di Calais e i lavoratori sfruttati del Bangladesh, i poveri contadini del Mali e i condannati a morte nei penitenziari americani."
"Gli argomenti intorno a cui ruotano le interviste spaziano dai conflitti più terribili che segnano l'umanità ai sentimenti più nobili dei quali siamo capaci; dalla diversità dei nostri stili di vita al desiderio di incontrarsi intorno a temi universali come la famiglia e l'amore" si prosegue.
"Il filmato in ogni puntata alterna straordinarie immagini aeree del pianeta a primissimi piani che danno voce a chi spesso non ne ha. Qualunque sia il paese, la cultura, l'età o la religione degli intervistati, tutti rispondono alle stesse domande fondamentali sulla condizione umana" si riporta in ultimo.

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