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C'è un posto per me nel mondo: il doc sulla giornalista badande moldava, 3 agosto Rai3

"Mercoledi 3 agosto su Rai3 va in onda 'C'è un posto per me nel mondo', il quarto documentario della stagione di 'Doc3', la serie di documentari d'autore che raccontano il mondo e la complessità delle varie culture", rivela in un comunicato la tv pubblica.

"Mercoledi 3 agosto alle 24.10 su Rai3 va in onda C'è un posto per me nel mondo - informano in un comunicato dalla tv di Stato -, il quarto documentario della stagione di 'Doc3', la serie di documentari d'autore che raccontano il mondo e la complessità delle varie culture. La storia è quella di Lila Bicec, giornalista moldava costretta dalla povertà a emigrare in Italia e a cambiare identità, a diventare una badante a lavorare in clandestinità e in condizioni umilianti."

La Rai spiega: "Sono moldave in gran parte le baby-sitter, le badanti le colf che lavorano nelle famiglie della borghesia italiana. Si tratta spesso di donne laureate, colte e costrette a fare lavori manuali, pesanti e mal pagati. Lila, che in Moldova faceva la giornalista ha dovuto abbandonare i suoi figli e ogni giorno scrive una lettera per spiegargli le ragioni della sua assenza. Queste lettere, piene di amore e di dolore - e che Lila non è mai riuscita a spedire - diventeranno un libro e segneranno l'inizio del suo ritorno alla vita."

"Quello dalla Moldova è il più grande esodo tutto al femminile della nostra epoca. - si precisa - Sono queste donne con le loro rimesse a mantenere in vita l'economia di un paese povero. La storia di Lila è una storia di riscatto, la testimonianza di come la curiosità intellettuale sia una forma di salvezza dalle ingiustizie e dalle disuguaglianze. Lila continuerà nella sua carriera di scrittrice pubblicando il suo secondo libro, 'Boomerang', mettendo il suo sguardo al servizio proprio di quei bambini che rimangono da soli in Moldova con i genitori costretti ad emigrare all'estero."

"Francesco Conversano e Nene Grignaffini hanno realizzato più di cento documentari. Vincitori di numerosi premi, tra cui il premio Ilaria Alpi, considerano il documentario non un racconto oggettivo della realtà ma piuttosto racconto soggettivo e personale che 'mette in scena' la realtà con il proprio sguardo" viene evidenziato infine.

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