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Sfratti, nel 2011 un vero tsunami. In 5 anni aumentati del 64%

L'Unione inquilini anticipa i dati ufficiali del ministero dell'Interno relativi agli sfratti, aumentati del 64% in 5 anni. "Serve un piano straordinario per gli alloggi popolari", ma il governo Monti si appresta a dismettere il patrimonio pubblico.

Ad anticipare i dati ufficiali del ministero dell'Interno relativi agli sfratti è l'Unione inquilini , che denuncia che "la tragedia della morosità come uno tsunami travolge le nostre città e tracima anche nelle province e nei piccoli centri", affermando che "solo il cinismo di un governo che non vuole vedere rimane insensibile a questa barbarie sociale".
Ad essere pubblicati i dati relativi agli sfratti nel 2011, anche se ancora incompleti , ma nonostante questo si riesce comunque a disegnare "una condizione di sofferenza sociale acuta - sottolinea la Unione inquilini - Quasi 64mila nuove sentenze emesse, di cui quasi 56mila per morosità e 124mila richieste di esecuzione forzata".
In cinque anni, cioè da prima della crisi, gli sfratti per morosità sono aumentati del 64%, e nel 2011 sfiorano il 90% del totale delle nuove sentenze emesse (contro l'85% del 2010).
L'Unione inquilini quindi avverte che la situazione andrà solo che peggiorando se non si adotteranno iniziative adeguate, sottolineando come "a questi dati agghiaccianti, vanno aggiunte le conseguenze inevitabili derivanti dai tagli sociali effettuati dal governo con l'azzeramento del fondo sociale per gli affitti che riguardava circa 300mila famiglie sul territorio nazionale con redditi bassi".
Se quindi non si cambierà rotta, l'Unione inquilini stima che nei prossimi 3 anni vi saranno ulteriori 250mila sfratti, di cui 225mila per morosità incolpevole.
Per questo, si chiede al governo una "sospensione immediata dell'esecuzione di tutti gli sfratti" e "uno stanziamento straordinario per ripristinare un fondo sociale per gli affitti adeguato alle esigenze delle famiglie in difficoltà".
Infine, chiede sempre l'Unione inquilini, "serve un piano straordinario per gli alloggi popolari, utilizzando con priorità il patrimonio pubblico e le aree pubbliche". Patrimonio ed aree, però, che il governo intende dismettere al più presto .

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