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Riforma del lavoro: "La cosa" prende forma. Ecco cosa e come cambia

La riforma del mercato del lavoro comincia a prendere forma, anche se a qualcuno pare che assumi sempre delle sembianze tipo "La cosa" di John Carpenter. Ecco cosa cambia dopo gli emendamenti al ddl lavoro, dai co.co.pro alle partite IVA passando dall'articolo 18.

La riforma del mercato del lavoro sta cominciando a prendere forma, anche se qualcuno la giudica ormai come "La cosa" di John Carpenter, dove la continua metamorfosi causa l'impossibilità di distinguere il reale dalla finzione, ma soprattutto il bene dal male, almeno dal punto di vista dei lavoratori e delle imprese. Presentati un pacchetto di modifiche con 43 emendamenti che verrano votati in commissione da martedì 15 a giovedi 17 maggio. Gli emendamenti presentati sembrano sancire la definitiva intesa tra PD e Pdl, tanto che i più sono pronti a scommettere che la riforma del mercato del lavoro passerà il vaglio del Parlamento entro giugno, esattamente come auspicava l'Europa.
Quali sono le principali novità introdotte dagli emendamenti al ddl lavoro? - Compenso minino per collaboratori a progetto: in un emendamento si legge che il compenso deve essere "adeguato alla quantità e qualità del lavoro eseguito e non può comunque essere inferiore, in proporzione alla durata del contratto, all'importo annuale determinato periodicamente con decreto del Ministro del lavoro". Per determinare lo stipendio minino per i collaboratori a progetto o verranno applicati "gli emolumenti previsti per analoghe prestazioni svolte nella forma del contratto d'opera" oppure si farà una media "delle retribuzioni previste dai contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, in riferimento a prestazioni comparabili e omogenee rese in forma di lavoro subordinato". Non è ancora del tutto chiaro se questi calcoli andranno a favorire o meno il lavoratore a progetto, anche se uno dei relatori degli emendamenti, Tiziano Treu (PD), si dice convinto che "ai co.co.pro che hanno visto aumentare il carico retributivo di sei punti" sarà garantito almeno un "salario di base".
- Un tantum per i co.co.pro che perde il posto di lavoro: sempre Tiziano Treu ricorda che per i co.co.pro l'obiettivo era quello di arrivare ad una mini Aspi ma poiché ciò per adesso non è possibile verrà rafforzato lo strumento dell'assegno di disoccupazione "una tantum". Se quindi i parasubordinati lavoreranno "da sei mesi a un anno" si prevede che "l'una tantum dovrebbe aggirarsi intorno ai 6.000 euro nell'anno successivo". La misura è sperimentale, e varrà per 3 anni e il totale delle risorse si aggira intorno ai 100 milioni di euro complessivi.
- Partite IVA, saranno "vere" se si superano i 18mila euro: in poche parole quelle partite IVA che hanno un reddito annuo lordo di almeno 18mila euro saranno considerate "vere", e quindi sopra tale reddito il lavoratore non potrà pretendere di venir assunto da un'azienda con un contratto a tempo indeterminato. Inoltre, "si prevede che le partite IVA vengono considerate collaborazioni coordinate e continuative nei casi in cui sussistano due dei tre seguenti presupposti: collaborazione con durata superiore agli otto mesi nell'arco di un anno, corrispettivo derivante dalla collaborazione superiore all'80% del reddito totale annuo, postazione di lavoro presso la sede del committente", come spiega il secondo relatore Maurizio Castro (Udc).
- Contratto a termine, senza causale sale ad un anno: la durata del primo contratto a termine, che può essere stipulato senza che siano specificati i requisiti per i quali viene richiesto (la causale), sale da sei mesi a un anno. Inoltre, negli emendamenti presentati, viene accorciato il tempo con cui si può stipulare un nuovo contratto a tempo. Il secondo contratto (a tempo) viene di fatto considerato a tempo indeterminato se stipulato "entro un periodo di 20 giorni dalla data di scadenza di un contratto di durata fino a 6 mesi, ovvero 30 giorni dalla data di scadenza di un contratto di durata superiore".
- Per job on call basta un SMS: per attivare il lavoro a chiamata basterà inviare un SMS alla direzione provinciale del lavoro, e il messaggio dovrà arrivare "prima dell'inizio della prestazione lavorativa o di un ciclo integrato di prestazioni di durata non superiore a 30 giorni". Se il datore di lavoro salterà la chiamata rischia una multa, ma meno salata della precedente perché passa da 1.000-6.000 euro attuali a 400-2.400 euro per "ciascun lavoratore per la quale è stata omessa la comunicazione". Non ci saranno inoltre restrizioni per il lavoro a chiamata (job on call) per gli under 25 e gli over 55.
- Assunzioni apprendisti: l'assunzione di nuovi apprendisti sarà subordinata all'assunzione di almeno il 50% degli apprendisti dipendenti dallo stesso datore di lavoro.
- Disoccupati esentati dal ticket: riprestinata l'esenzione dei ticket sanità per i disoccupati.
- Voucher: quelli utilizzati per pagare i dipendenti dovranno essere numerati ed avere indicato data ed orario. Riprestinati i voucher per i commercianti e gli studi professionali, e sarà possibile usarli anche in agricoltura. Il buono baby-sitter potrà essere anche utilizzato per pagare asili-nido pubblici o privati.
- Lavoratori stagionali: saranno esonerati dal versamento del contributo Aspi dell'1,4%.
- Aspi: è prevista la possibilità di trasformare l'indennità Aspi in liquidazione per poter avere un capitale per avviare un'impresa.
- Compartecipazione utili: entro nove mesi il governo è delegato a legiferare sulla possibilità, per i lavoratori, di partecipare agli utili e al capitale delle imprese.
- Articolo 18: per i licenziamenti disciplinari viene tolto il riferimento al pubblico impiego. Inoltre, previsto dagli emendamenti che licenziamento intimato all'esito del procedimento disciplinare "produce effetto dal giorno della comunicazione con cui il procedimento medesimo è stato avviato, salvo l'eventuale diritto del lavoratore al preavviso o alla relativa indennità sostitutiva", con l'unica eccezione della maternità e dell'infortunio sul lavoro.

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