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Lavoratori scoraggiati inattivi: non c'è emozione, nessun dolore

Gli "scoraggiati" sono 1,5 milioni e fanno parte degli "inattivi" (che sono 15 milioni). Potrebbero essere chiamati "apatici" ma in realtà non lo sono, sono "sconsolati". E forse anestetizzati da come vanno le cose in Italia.

Continuano i dati Istat sconfortanti per la salute, anche mentale, del Paese. Gli "scoraggiati" nel terzo trimestre sono un milione e mezzo secondo l'istituto di statistiche e, su base annua, sono ben 182mila in più. Gli "scoraggiati" fanno parte del vasto popolo degli "inattivi" ("inattivi: comprendono le persone che non fanno parte delle forze di lavoro, ovvero quelle non classificate come occupate o in cerca di occupazione" è la definizione dell'Istat), persone che hanno dai 15 ai 64 anni che non fanno nulla (né lavorano né cercano un'occupazione). E incredibilmente vivono, anche se non si sa di che cosa. Gli "scoraggiati" sono chiamati in questo modo perché non cercano un lavoro perché pensano che nessuno glielo offrirebbe. Come si dice, prevenire è meglio che curare.

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