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Istat: disoccupazione sale ancora. CGIL: il peggio deve ancora venire

L'Istat conferma che la disoccupazione in Italia continua a salire, sia su base mensile che annua. Ma la CGIL avverte che il 2013 sarà l'anno peggiore invitando la politica ad "interrompere la spirale recessiva".

L'Istat comunica che il tasso di disoccupazione in Italia si attesta all'11,1%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto a settembre e di 2,3 punti rispetto all'anno precedente, specificando come il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero l'incidenza dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al 36,5%, in aumento di 0,6 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 5,8 punti nel confronto tendenziale. Più o meno immutato rimane invece il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni, che diminuisce appena dello 0,7% rispetto al mese precedente, con l'Istat che precisa come il tasso di inattività si attesta al 36,0%, in diminuzione di 0,2 punti percentuali in termini congiunturali e di 1,5 punti su base annua. Cifre non certo rassicuranti per la crescita del Paese, soprattutto se associate alle dichiarazioni della CGIL che avverte come "il peggio debba ancora venire". "Il 2013, sul piano occupazionale, sarà ancora più pesante del 2012, che già è stato l'anno più pesante della crisi" avverte infatti Susanna Camusso a margine di un convegno sulla "Maternità negata", sottolineando come i dati Istat "confermano che l'effetto recessivo delle politiche economiche è molto profondo" e sul 2013 avrà "un effetto moltiplicatore". Il segretario confederale della CGIL, Serena Sorrentino, chiede quindi al governo di "interrompere la spirale recessiva con un piano straordinario per l'occupazione giovanile". La Sorrentino è infatti molto critica nei confronti del governo Monti che non è stato in grado di lavorare sulla crescita e neanche a creare "uno straccio di politica industriale" visto che "le vertenze al Ministero dello Sviluppo economico rimangono tutte inesorabilmente irrisolte". La sindacalista della CGIL sottolinea inoltre come "il ministro Passera ha puntato sulle startup innovative che di innovativo hanno però solo l'introduzione delle deroghe ai contratti a tempo determinato che infatti possono essere senza causale per 4 anni". Serena Sorrentino avverte quindi che "se non riparte l'occupazione ci sarà meno gettito fiscale e meno reddito disponibile per le famiglie, con tutto ciò che ne deriva in negativo in termini di finanza pubblica e consumi".

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