Ma tanto, Elsa Fornero ha già annunciato che il posto di lavoro non deve essere più un diritto.
Mentre Elsa Fornero afferma che il posto di lavoro non è più un diritto1 per gli italiani, la Banca d'Italia rende noto che "le opportunità di lavoro per le fasce di età più giovani continuano a deteriorarsi in tutte le regioni" e che "nel Mezzogiorno il tasso di disoccupazione delle persone con meno di 30 anni è oltre il doppio di quello complessivo".
In altre parole, sempre meno occupazione per i giovani, molti dei quali sono disposti anche ad enormi "sacrifici", come vorrebbe sempre la Fornero, ma che nonostante questo le politiche di governo degli ultimi anni sono state in grado solamente di creare depressione nel mondo del mercato del lavoro, distruggendo le eccellenze e annullando completamente in Italia il sistema basato sulla meritocrazia.
Lo studio dell'OCSE rafforza il quadro descritto dal recente rapporto del Censis, svelando ciò che molti cittadini italiani già sapevano da tempo, cioè che in Italia c'è poco lavoro e molta pressione fiscale. A farne maggiornmente le spese i giovani.
Mentre il governo è intento a decidere cosa tagliare pr poter risparmiare e arrivare al pareggio di bilancio nel 2013, sempre più report e studi evidenziano la grave crisi nel settore occupazionale e sociale. A farne le spese soprattutto i giovani, che quindi stanno mettendo "a rischio la solidità patrimoniale delle famiglie italiane".
L'Istat diffonde i dati sulla occupazione e disoccupazione in Italia, e nel febbraio 2012 quella giovanile aumenta al 31,9% rispetto gennaio e di 4,1 punti su base annua.
La disoccupazione in Italia continua a crescere. Solo 1 su 4 riesce a trovare un posto di lavoro entro un anno dall'inzizio delle ricerche, e le maggiori difficoltà le incontrano gli over 35. Per il mondo del lavoro, sono già troppo vecchi.
La crisi economica colpisce anche i dirigenti. In tre anni sono scesi di 100mila unità, e "i più fortunati", spiega Federmanager, ritorna ad una "posizione di quadro" oppure diventa un "manager atipici".
La CGIA di Mestre rivela che nel solo primo trimestre 2012 "sono cessate in Italia 146.368 imprese, praticamente 1.626 al giorno". E le imprese che aprono, spesso sono senza dipendenti.
La riforma del mercato del lavoro comincia a prendere forma, anche se a qualcuno pare che assumi sempre delle sembianze tipo "La cosa" di John Carpenter. Ecco cosa cambia dopo gli emendamenti al ddl lavoro, dai co.co.pro alle partite IVA passando dall'articolo 18.
1.Elsa Fornero afferma che il posto di lavoro non è più un diritto - http://www.mainfatti.it/Elsa-Fornero/Riforma-del-lavoro-e-legge-dove-il-posto-di-lavoro-non-e-un-diritto_044555033[...]