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Forza Italia, Marin: disoccupazione sale, riforme Renzi non servono

"Ancora una volta, l' Istat, con i suoi numeri reali e non di parte, si abbatte implacabilmente su Renzi e il suo governo di sinistra: la disoccupazione è al 12,7%, mentre quella giovanile arriva addirittura al 44,2%. Renzi aveva superficialmente annunciato e colpevolmente promesso che grazie ai cambiamenti epocali del Jobs Act il lavoro sarebbe ripartito mentre ormai è evidente che la montagna ha partorito un topolino", così in una nota Marin da FI.

"Ancora una volta, l' Istat, con i suoi numeri reali e non di parte, si abbatte implacabilmente su Renzi e il suo governo di sinistra: la disoccupazione è al 12,7%, mentre quella giovanile arriva addirittura al 44,2%" osserva il senatore di Forza Italia Marco Marin, aggiungendo: "Renzi aveva superficialmente annunciato e colpevolmente promesso che grazie ai cambiamenti epocali del Jobs Act il lavoro sarebbe ripartito mentre ormai è evidente che la montagna ha partorito un topolino. Purtroppo c' era da aspettarselo, perché le riforme che il governo attua sono il frutto di compromessi al ribasso tra le diverse anime del PD. Servono cioè a Renzi per restare a Palazzo Chigi ma, in tutta evidenza, non servono al Paese". "Chi invece, come gli Italiani, deve convivere con la realtà quotidiana, osserva facilmente che nella nostra economia nulla è cambiato. - prosegue l'esponente forzista - cominciare dalla pressione fiscale ancora a livelli da record. Perchè, lo ricordiamo al Presidente del Consiglio, una cosa e' annunciare che le tasse verranno tagliate, altra cosa è farlo realmente. E questo governo, basta pensare alla prima casa, le tasse non le ha tagliate. Anzi. Un governo serio ha l' obbligo di trovare soluzioni ai problemi degli Italiani. Perciò, dalla disoccupazione all' economia, passando per l' immigrazione, è ora che Renzi & co. la smettano di twittare e comincino a fare qualcosa di concreto. Perché ad oggi l' Italia costruita da Renzi è fatta di parole e tasse, immigrazione clandestina e disoccupazione. L' Italia che vogliamo noi invece è molto diversa".

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