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Disoccupazione giovanile cresce del 7,8% in 4 anni. Aumentano i Neet

Quando un Paese non investe sui giovani è destinato a perire. In Italia, la disoccupazione giovanile diventa sempre più grave , ed impressionanti sono i dati anche sui cosiddetti Neet. Le ultime statistiche dell'Istat.

Mentre il presidente della Repubblica sembra sperare che una vittoria dell'Italia agli Europei 2012 riuscirà ad "incoraggiare" il Paese in crisi economica, l'Istat diffonde ulteriori dati sulla disoccupazione.
Ancora una volta, si evince come siano i giovani a pagare maggiormente la crisi creata dai loro padri e nonni, visto che il tasso di disoccupazione nella fascia d'età tra i 15 e 24 tocca orami il 29,1%, salendo in quattro anni di ben 7,8 punti percentuali.
Nel primo trimestre del 2012, poi, la situazione non migliora affatto, visto che solo pochi giorni fa sempre l'Istat comunicava che la disoccupazione giovanile tocca il dato record del 35,2% (peggio dell'Italia solo la Grecia e la Spagna).
A far preoccupare ancora di più è il dato sui "Neet" (not in education, employment or training), che nel 2011 ha raggiunto il 22,7%, mentre il tasso di inattività nella fascia 15-64 anni raggiunge il 37,8%.
Dal 2008, inoltre, il part time involontario è cresciuto di 20 punti percentuale, passando dal 34,1% al 53,3%.
L'Istat infine sottolinea come in quattro anni anche l'occupazione è calata di 1,8 punti percentuale nella fascia 15-64 anni, passando dal 58,7% del 2008 al 56,9%.

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