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Disoccupazione giovani da record. CGIL: gap generazionale

L'Istat rivela che "il tasso di disoccupazione giovanile è pari al 29%, con un aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 2,4 punti percentuali rispetto a dicembre 2009". CGIL: "Gap generazionale, precarietà nel lavoro è precarietà sociale".

"Il tasso di disoccupazione giovanile è pari al 29%, con un aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 2,4 punti percentuali rispetto a dicembre 2009" rende noto l'Istat in un comunicato sulle stime provvisorie degli occupati e dei disoccupati, riferiti a dicembre 2010.
Il dato sulla disoccupazione tocca quindi livelli record, visto che così alta non si ricorda dal gennaio 2004.
"Il tasso di disoccupazione, pari all'8,6%, rimane stabile rispetto a novembre - continua l'Istat mentre - a dicembre 2009 il tasso di disoccupazione registra un aumento di 0,2 punti percentuali".
L'Istat spiega poi che "il numero di occupati a dicembre 2010 (dati destagionalizzati) risulta invariato" mentre "il tasso di occupazione, pari al 57%, risulta stabile rispetto a novembre e in riduzione di 0,1 punti percentuali" rispetto a dicembre 2009.
L'Istituto di statistica registra poi il tasso di inattività, che risulta pari al 37,6%, in dinumuzione dello 0,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente anche se "il numero di inattivi di età compresa tra 15 e 64 anni è aumentato dello 0,1%".
L'Istat spiega quindi che "l'unico elemento che stona è la disoccupazione giovanile, che ancora una volta torna a scalare posizioni, segnando un nuovo record". In concomitanza anche l'Eurostat conferma che il tasso di disoccupazione nei 16 Paesi dell'eurozona è rimasto invariato al 10%, che è il livello più alto registrato da agosto 1998. Anche se si prendono in considerazione i 27 Paesi dell'UE il dato cambia di poco, raggiungendo un livello di disoccupazione del 9,6% rispetto a novembre 2010 e 9,5% rispetto a dicembre di un anno fa.
Il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi interviene in particolar modo commentando il dato sulla disoccupazione giovanile spiegando che "per i giovani il piano del governo, anche con misure specifiche di incentivazione, si rivolge soprattutto all'investimento nelle competenze e, in particolare, ai contratti di apprendistato che integrano apprendimento e esperienza lavorativa".
A chiarire la situazione ci pensa però il segretario confederale CGIL Fulvio Fammoni spiegando che in Italia "si sta creando un vero e proprio gap generazionale che riguarda tutte le forme di lavoro, da quelle più di carattere esecutivo a quelle qualificate - aggiungendo - La disoccupazione e la precarietà riguarda in modo ampio anche i neo laureati".
"Un terzo dei giovani non lavora, pari all'8% in più dell'Europa, mentre una cifra ancora più alta lavora solo con contratti di tipo precario, come dicono le percentuali delle assunzioni - conclude Fammoni - Precarietà nel lavoro è sempre più una precarietà sociale".
Risulta interessante la proposta del PD, che vorrebbe "tasse zero per i giovani neo assunti". Francesco Boccia, coordinatore delle commissioni economiche del Partito Democratico spiega che tale richiesta è stata avanzata già da un anno "ma la risposta del governo è stata sempre no".

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