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Disoccupazione e pressione fiscale: l'Italia vista dall'OCSE

Lo studio dell'OCSE rafforza il quadro descritto dal recente rapporto del Censis, svelando ciò che molti cittadini italiani già sapevano da tempo, cioè che in Italia c'è poco lavoro e molta pressione fiscale. A farne maggiornmente le spese i giovani.

L'OCSE svela ciò che molti cittadini italiani già sapevano da tempo, e cioè che in Italia c'è poco lavoro e molta pressione fiscale. Secondo i dati dell'OCSE, infatti, siamo al penultimo posto tra i 33 Paesi membri per quanto riguarda il tasso dell'occupazione giovanile mentre la nostra pressione fiscale si attesta come la terza più alta in Eurozona.
I dati si riferiscono al 2009 e rivelano che il Bel Paese è riuscito a scalzare il Belgio per pressione fiscale, cresciuta dal 43,3% del prodotto interno lordo del 2008 al 43,5% dell'anno scorso e portandosi dal quarto al terzo posto della classifica. Il Belgio, invece, è riuscito a migliorare la sua posizione mentre prima dell'Italia solo la Danimarca e la Svezia hanno una pressione fiscale più alta.
Per quanto riguarda l'occupazione, la media dell'OCSE sia attesta al 40,2% mentre in Italia solo il 21,7% dei giovani tra i 15 e i 24 anni è occupato. Altro record tutto italiano è il fatto di avere il minor tasso di occupati tra i giovani laureati ma anche la maggior percentuale di giovani "falsi autonomi", cioè quelli che non hanno dipendenti a carico (probabilmente perché non possono permetterseli, anche a causa della pressione fiscale).
Ma in Italia tra chi ha la fortuna di aver trovato un lavoro, rende noto l'OCSE, ben il 44,4% ha però un impiego precario mentre il 18,8% lavora part time.
Insomma, un quadro non certo rassicurante, soprattutto se si raffronta con il recente Rapporto del Censis (http://tinyurl.com/36fd85y). Tra i disoccupati, per esempio, oltre il 40% è senza lavoro da troppo tempo mentre ben il 15,9% né studia né lavora e tra questi quasi 10 milioni di persone hanno ormai deciso di smettere di cercare un lavoro.

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