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Disoccupazione Italia al 10,2%, giovanile al 35,2% e inattivi 36,6%

Dati sconcertanti quelli diffusi da Istat ed Eurostat, che evidenziano come in Italia e in Europa la crescita non si veda nemmeno all'orizzonte. Disoccupazione al 10,2%, con il 35,2% di giovani senza lavoro e il 36,6% di inattivi.

Continua ad aumentare la disoccupazione, in Italia come in Europa.
L'Istat comunica infatti che il tasso di disoccupazione si attesta al 10,2%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a marzo 2012 e di 2,2 punti su base annua.
Dati simili anche dall'Eurostat, che rivela come la disoccupazione nell'Eurozona è ormai all'11% in aprile, mentre nell'UE a 27 Paesi sale a 10,3% (a marzo era del 10,2%).
L'Istat spiega che ad aprile il numero dei disoccupati, pari a 2.615 mila, cresce dell'1,5% (38mila unità) rispetto a marzo, mentre su base annua il numero di disoccupati aumenta del 31,1% (621mila unità).
Dati ugualmente non rassicuranti anche dall'Eurostat, che rivela come in aprile i disoccupati europei (UE a 27 Paesi) erano 24,667 milioni di cui 17,4 milioni nell'Eurozona, in crescita di oltre 100mila unità in un mese e di 1,9 milioni in un anno (1,797 milioni nella sola Eurozona).
Ma a sconcertare sempre di più sono i dati della disoccupazione giovanile, che in Italia è pari al 35,2%, in diminuzione di 0,8 punti percentuali rispetto a marzo ma in aumento addirittura di 7,9 punti su base annua.
In Europa non va certo meglio, visto che la disoccupazione giovanile è pari al 22,2% nell'Eurozona (era del 20,4% nel mese di marzo) e al 22,4% nell'UE a 27 Paesi (del 20,9% del mese precedente).
Davanti all'Italia solo la Grecia e la Spagna, che registrano un livello di disoccupazione tra i giovani altissimo, cioè oltre il 50 per cento.
Ai disoccupati, però, bisogna aggiungere il numero degli inattivi, coloro cioè che non studiano e non cercano lavoro, che solo in Italia si attestano al 36,6%.
I conti quindi non tornano, se tali dati vengono messi a confronto con le innumerevoli dichiarazioni dei politici italiani ed europei che rassicurano sul fatto che l'UE sta affrontando bene la crisi economica, e che la crescita riprenderà al più presto. Incongruenza dovuta forse perché al potere più che tecnici si trovano soprattutto tecnocrati.

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