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Contratto a tempo indeterminato? Nel 2013 meno 9,4% assunzioni under 30

L'Italia non sembra avere nessuna intenzione di effettuare un vero e proprio ricambio generazionale. Il quarto Rapporto sulla Coesione sociale conferma infatti che "il numero medio di lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato nel 2013 è diminuito" e che "fenomeno ha riguardato soprattutto i lavoratori più giovani (under30)"

"Nel 2012 gli occupati sono 22 milioni 899 mila, 69mila in meno rispetto alla media del 2011". A sottolineare i dati già allarmanti sulla disocuupazione in Italia è anche il quarto Rapporto sulla Coesione sociale redatto da Inps, Istat e il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, sottolineando che "il calo più vistoso è quello registrato dal tasso di occupazione per la classe di età 15-24, che dal 2008 ha perso 5,8 punti percentuali, passando dal 24,4 al 18,6%". Il rapporto conferma come i disoccupati siano in continua crescita in questi anni, arrivati nel 2012 a "2 milioni 744mila" e cioè "636mila in più rispetto al 2011". Il tasso di disoccupazione in Italia ha infatti "raggiunto il 10,7%, con un incremento di 2,3 punti percentuali rispetto al 2011 (4 punti percentuali in più rispetto al 2008)". E mentre aumenta la disoccupazione, diminusce il lavoro dipendente, soprattutto tra gli under 30 visto che negli ultimi 4 anni (2010-2013) la quota passa "dal 18,9% al 15,9%". In Italia, quindi, è sempre più evidente il fatto che la politica, in ambito lavorativo, non punta all'essenziale ricambio generazionale, l'unico in grado di rinnovare il Paese e di farlo uscire dalla crisi. Il rapporto spiega infatti che "rispetto alla tipologia contrattuale si evidenzia che il numero medio di lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato nel 2013 è diminuito rispetto all'anno precedente (-1,3%) attestandosi a quota 10.352.343. Il fenomeno ha riguardato soprattutto i lavoratori più giovani (under30) che sono diminuiti del 9,4%. Nel periodo 2010-2013 il peso dei giovani rispetto al complesso dei lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato è passato dal 16,8% al 14,0%".

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