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Cisl: nel 2013 più 32,5% domande di disoccupazione, Aspi, mobilità

I dati analizzati dagli Osservatori Cisl Industria e Mercato del Lavoro rivelano che nei primi 11 mesi del 2013 si registra un aumento del 32,5% delle domande (pari a 1.949.570) di disoccupazione, Aspi, mobilità presentate nello stesso periodo del 2012". La Cisl, quindi, invita il governo a completare "l'attuazione della riforma degli ammortizzatori sociali" e ad adottare una politica di "sostegno al reddito".

"La cassa integrazione nel 2013 ha nuovamente superato il miliardo di ore autorizzate, viaggiando a ritmi di circa 90 milioni di ore mensili, senza alcun accenno ad un'inversione di tendenza" secondo i dati analizzati dagli Osservatori Cisl Industria e Mercato del Lavoro. La Cisl evidenzia però che ciò che è "più preoccupante è che si è accentuato il passaggio da cassa integrazione a disoccupazione: complessivamente nei primi 11 mesi del 2013 si registra un aumento del 32,5% delle domande (pari a 1.949.570) di disoccupazione, Aspi, mobilità presentate nello stesso periodo del 2012". Da una elaborazione sui dati INPS, che tiene conto del tiraggio verificatosi nel 2012 e che esclude le persone collocate in cassa integrazione ordinaria, considerando quindi i soli lavoratori equivalenti coinvolti in cassa straordinaria e in deroga che possono più facilmente preludere ad una perdita del posto di lavoro, la Cisl ha stimato quindi che "i lavoratori equivalenti a rischio di perdita del lavoro sono 208.283". La Cisl però precisa che "in concreto il numero è più elevato, considerando che una parte dei lavoratori in cig ha un contratto part-time e che la cassa integrazione non sempre è a zero ore". "E' bene, dunque, che il lavoro sia al centro del dibattito politico, ma ora deve divenire il tema prioritario delle azioni concrete" precisa la Cisl, invitando il governo a completare "l'attuazione della riforma degli ammortizzatori sociali avviata con la legge Fornero" e ad adottare una politica di "sostegno al reddito". "La strategia possibile, anche con qualche allentamento dei vincoli europei, è di recuperare risorse inutilizzate o mal utilizzate, dai costi della politica, dell'amministrazione e dall'evasione fiscale e destinarle a sgravi fiscali per i lavoratori e le imprese e a impieghi produttivi, a partire da infrastrutture e opere pubbliche" conclude quindi la Cisl.

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