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CGIL: cassa integrazione cresce, insieme ai "tavoli di crisi"

La CGIL comunica che a settembre le ore richieste di cassa integrazione rispetto al mese precedente, crescono del 50%. Tradotto significa "470mila in cassa". Ma non c'è solo la cig a preoccupare, ma anche i tavoli di crisi che aumentano, "con il rischio connesso e imminente di una disoccupazione di massa".

In Italia riparte a settembre "la corsa alla cassa integrazione" come afferma la CGIL per quanto riguarda la richiesta di ore di cig. I dati sono preoccupanti dato che la cassa integrazione è cresciuta di circa il 50% rispetto al mese precedente "azzerando la riduzione registrata nei tre mesi precedenti e mettendo a segno la quarta richiesta più alta dell'anno in corso". I dati provengono dall'elaborazione dell'Osservatorio cig del dipartimento Settori produttivi, sui dati dalla cassa integrazione dell'Inps nel rapporto di settembre. Vincenzo Scudiere, segretario confederale della CGIL osserva come questi dati "dovrebbero limare gli entusiasmi del governo sulla produzione industriale di agosto" e spiega che "un'inversione di tendenza nei fatti non c'è". Continua il segretario confederale: "E se l'economia rallenta la qualità della cassa, a differenza di ciò che sostiene il ministro del Lavoro Sacconi, peggiora con un aumento continuo di quella straordinaria, dettata esclusivamente da motivi legati alla crisi economica, e da quella in deroga". Ma c'è un altro dato che preoccupa la CGIL ed è rappresentato dal numero "191", ovvero il numero di "tavoli di crisi" aperti al Ministero dello Sviluppo economico. Commenta a proposito Scudiere: "Non trovano soluzione le vertenze più significative mentre aumentano i tavoli di crisi che riguardano settori trainanti dell'economia nazionale, con il rischio connesso e imminente di una disoccupazione di massa".

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