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Barroso: disoccupazione giovanile inaccettabile, fare buon uso dei fondi UE

Si è svolta la conferenza "Youth Guarantee: Making it happen", che affronta le misure introdotte e proposte per attuare il programma "Garanzia per i giovani". Barroso sottolinea: "La disoccupazione giovanile è a livelli inaccettabili in tutta l'Unione europea. Ci sono 6 miliardi di euro di fondi, dei quali gli Stati devono ora fare buon uso".

Si è svolta ieri la conferenza "Youth Guarantee: Making it happen", che affronta le misure introdotte e proposte per attuare il programma "Garanzia per i giovani". Particolare attenzione è stata data alle sfide legate all'attuazione del programma nei paesi in cui si registrano i tassi di disoccupazione giovanile più elevati, come in Italia, e si è discusso di come i fondi dell'UE possano essere utilizzati al meglio per sostenerlo. Ad aprire la conferenza il Presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso, che alla vigilia dei lavori ha sottolineato: "Con la disoccupazione giovanile a livelli inaccettabili in tutta l'Unione europea, abbiamo bisogno di agire con urgenza per aiutare i giovani ad entrare nel mondo del lavoro. - aggiungendo - Il programma Garanzia per i giovani ha dimostrato il suo valore in diversi Stati membri e per questo la Commissione europea è intervenuta per sollecitare tutti i paesi UE ad adottarlo. Noi abbiamo sostenuto questo progetto con 6 miliardi di euro di finanziamenti per intervenire sull'occupazione giovanile, fondi dei quali gli Stati devono ora fare buon uso. Questo è un impegno preso al livello più alto, stiamo lavorando attivamente per dare ai giovani speranze per il futuro". Al convegno ha partecipato anche il Commissario europeo per l'Occupazione, gli affari sociali e l'inclusione Lázló Andor che chiarisce: "La Garanzia per i giovani non è solo un business. Si tratta di una politica ambiziosa e innovativa per l'occupazione giovanile che mira a un risultato chiaro: far ottenere ad ogni giovane una buona occasione lavorativa entro un periodo di 4 mesi. Sono necessari cambiamenti e riforme strutturali, soprattutto nell'ambito del sostegno da dare ai giovani nel passaggio dalla scuola al lavoro. Non possiamo aspettarci che le prospettive di lavoro migliorino per tutti i giovani da un giorno all'altro, ma ci aspettiamo che tutti gli Stati membri attuino senza indugio questo programma, per dare ai giovani una possibilità reale".

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